Diecimila firme raccolte in un mese, una città indignata e 85 lavoratori senza nessun impiego dall’11 Dicembre 2011: questa è la situazione attuale in cui Messina e i lavoratori di Trenitalia si trovano.
Un mese fa, infatti, le Ferrovie dello Stato hanno tagliato tutte le linee dirette dei treni notte che collegano la nostra città e la Sicilia al resto d’Italia, provocando il licenziamento di 85 lavoratori. Una spaccatura all’interno della penisola che sottolinea una sempre maggiore lontananza tra il Sud e il Nord della nazione in un anno in cui l’unità avrebbe dovuto essere sentita maggiormente.
Stamattina le diecimila firme contro l’abbandono delle Ferrovie dello Stato e il taglio dei treni notte sono state consegnate al Prefetto della nostra città Francesco Alecci, in rappresentanza del Governo Nazionale, al sindaco Giuseppe Buzzanca, come rappresentate delle Istituzioni locali e al Segretario Generale della CSIL Messina Tonino Genovese in rappresentanza delle parti sociali.
“Un gesto forte, di una vertenza diventata simbolo della fragilità economica e sociale di Messina di cui una classe politica troppo distratta deve farsi carico senza attendere oltre” afferma Tonino Genovese, Segretario Generale della CSIL di Messina “ci aspettiamo che siano le Istituzioni locali e regionali a essere in prima fila e a farsi promotori immediatamente di quello che dovrà essere uno scatto d’orgoglio e una presa di coscienza che vada oltre ogni colore politico con un unico interesse, quello del bene comune di questa città. Una città che ha risposto con orgoglio, partecipazione, rabbia e sostegno contro le politiche di smantellamento di Ferrovie dello Stato con il complice silenzio dei Governi nazionali. Aspetto sul quale, come Cisl, insistiamo da anni. Ecco perché insistiamo che la soluzione della vertenza è legata indissolubilmente al ripristino dei treni notte che garantiscano la dovuta continuità territoriale della Sicilia al Continente”.
Si spera che queste diecimila firme non cadano nel vuoto e che la Sicilia non continui ad essere esclusa dal resto d’Italia.













Bisogna cercare in tutti i modi di coinvolgere le Istituzioni locali: La Regione prima di tutto! I signori di Palazzo d’Orleans non possono lavarsene le mani!