Catania. Dibattito aperto su…

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Le novità, buone e cattive, dalla Provincia di Catania
distretto mare etna 560Il “Distretto della Regione Siciliana Il Mare dell’Etna”, nato i primi di febbraio, è stato presentato ufficialmente alla Bit di Milano. Dalla Riviera dei Ciclopi di Acicastello al barocco di Acireale, dall’area archeologica di Acicatena, al Santuario della Madonna di Valverde fino alla chiesa dell’Annunziata a S.Agata Li Battiati per giungere alle pendici dell’Etna con i comuni di Sant’Alfio e Milo.
300 kilometri quadrati di territorio, 300 mila abitanti, 10 mila posti letto, 9.600 esercizi commerciali, oltre 600 mila presenze annuali. Sono i numeri che dimostrano la rilevanza turistica dei 16 comuni che oggi lo compongono.
militari 560I lavoratori civili del Ministero della Difesa di Maristaeli, del 4.mo stormo di Sigonella e degli enti della difesa di Catania potrebbero essere spostati nella Pubblica Amministrazione, secondo la soluzione indicata dal Governo e dal Ministro Di Paola al fine di ridimensionare e modernizzare le Forze Armate e il controverso sistema di valutazione del personale. In un recente incontro con la Fp CGIL nazionale, il Ministro Di Paola ha indicato il piano decennale di attuazione del processo, che prevede riduzione di strutture e personale, militare (20% di 183 mila – 40 mila unità) e civile (33% di 30 mila – 10 mila unità circa).
Per la CGIL, “chiedere alle stesse amministrazioni di mandare in mobilità personale qualificato per poi assorbirne altro in esubero dalle Forze Armate, quindi con una formazione non adatta all’offerta di servizi pubblici, significherebbe non aver ben chiara la gravità della situazione o, peggio ancora, non volerla tenere nella giusta considerazione. Pensare di poter con una mano ridimensionare le amministrazioni pubbliche e con l’altra utilizzarle per risolvere un problema che pure esiste, vuol dire ritenere il lavoro pubblico un ammortizzatore sociale e non una leva per lo sviluppo e la modernizzazione. Un atteggiamento francamente poco tecnico”.
PLUM2GPrefetture di Catania, Siracusa, Ragusa e lo stesso problema: il sottodimensionamento. Nell’assemblea tenuta a Catania dai lavoratori delle prefetture, questure e uffici di pubblica sicurezza della Sicilia orientale, organizzata dalla Funzione Pubblica della Cisl, il dato emerso è quello degli organici sempre più insufficienti. E le proposte vanno dalla rivisitazione della spesa alla mobilità intercompartimentale.

cna 560“I 110 milioni per il credito agevolato sono una risorsa importante per la Sicilia, ma rischiano di non arrivare alle imprese”. L’allarme è di Mario Filippello, Presidente di Assoconfidi Sicilia, in riferimento alle misure annunciate dal Presidente della Regione.
“Nel bando – aggiunge Filippello – è infatti richiesto che le imprese che intendono attingere ai benefici debbano fornire garanzie reali e personali: di fatto, quindi, è necessario un intervento dei Consorzi di garanzia fidi i cui patrimoni però, al contrario di quanto avviene nel resto d’Italia, non sono mai stati adeguatamente sostenuti dalla Regione”.
“Insomma – prosegue Filippello – il rischio è che le imprese non possano accedere ai benefici perché il sistema che deve soddisfare le garanzie richieste dagli istituti bancari non è adeguatamente robusto. Per questo chiediamo un intervento della Regione a sostegno dei Consorzi di garanzia fidi, strumenti sempre più necessari alle imprese per superare questo momento di crisi”.
ASSOCONFIDI SICILIA raggruppa circa il 90% dei Consorzi di Garanzia Fidi della Sicilia e associa oltre 90 mila imprese dell’industria, commercio, artigianato, agricoltura e delle professioni.

GiuseppeBerretta 560

Giuseppe Berretta

“Ci sembra un controsenso inaccettabile che le imprese siciliane, a differenza di quelle delle altre regioni d’Italia, debbano pagare un costo più alto per l’energia elettrica per colpa di una doppia imposizione fiscale. In un periodo di grave crisi economica, in cui il divario tra Nord e Sud del Paese è sempre più consistente, occorre fare il possibile per agevolare le attività imprenditoriali inserite in un tessuto svantaggiato, non indebolirle ulteriormente”. Lo afferma il parlamentare catanese del Partito Democratico, Giuseppe Berretta, intervenendo in merito alla denuncia effettuata dal presidente di Confindustria Catania, Domenico Bonaccorsi, sulla disparità che si sta verificando tra le aziende delle regioni a statuto ordinario e quelle presenti nelle regioni a statuto speciale: in queste ultime, tra queste la Sicilia, è stato disposto l’aumento dell’imposta sull’energia elettrica come nel resto d’Italia, ma non l’abolizione delle addizionali comunali e provinciali dell’accisa. “Dunque in alcune regioni a statuto speciale, come sta accadendo in Sicilia – prosegue Berretta – le imprese non solo si ritrovano a pagare l’aumento dell’imposta ma non hanno ottenuto ancora l’abolizione delle addizionali perché, come denuncia Confindustria, non è ancora stato convocato il tavolo sul federalismo fiscale per definirne le modalità di soppressione”. “Mi occuperò al più presto di investire della vicenda il ministero dell’Economia con un’apposita interrogazione parlamentare – conclude l’esponente dei Democratici – perché si intervenga immediatamente ponendo fine ad una disparità che rischia di generare ulteriore frustrazione e disagi tra gli imprenditori siciliani, già tartassati da una crisi economica e finanziaria senza precedenti”.

 

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