«La presenza del Ministro della Giustizia, Severino, all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catania è un segnale importante e positivo. Ho apprezzato, nelle parole del Ministro, l’essersi soffermata sull’impegno di Confindustria Sicilia contro la mafia e sull’idea che Catania è stata costruita qualche anno fa. Ascoltare la professoressa Severino, persona seria e competente, è stata una esperienza gratificante. Le sue parole segnano un recupero del rapporto con i magistrati e mi auguro che possa essere altrettanto nei confronti della classe forense, così da mettere mano a una riforma della giustizia senz’altro necessaria, ma che deve essere realizzata in modo condiviso».
Per Severino c’è da vincere una sfida nella sfida: da questo distretto di Catania, l’Europa può sembrare più lontana, ma il miglior modo per accorciare questa distanza è quello di provare a capovolgere l’Italia, di provare a ripartire dal Sud, dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Campania, da città come Catania, dove non mancano i problemi, ma si può fare affidamento su intelligenze creative e brillanti capaci di proseguire su quell’impegno civile di cui è già stata data prova.
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«La presenza del Ministro della Giustizia, Severino, all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Catania è un segnale importante e positivo. Ho apprezzato, nelle parole del Ministro, l’essersi soffermata sull’impegno di Confindustria Sicilia contro la mafia e sull’idea che Catania è stata costruita qualche anno fa. Ascoltare la professoressa Severino, persona seria e competente, è stata una esperienza gratificante. Le sue parole segnano un recupero del rapporto con i magistrati e mi auguro che possa essere altrettanto nei confronti della classe forense, così da mettere mano a una riforma della giustizia senz’altro necessaria, ma che deve essere realizzata in modo condiviso».
Per Severino c’è da vincere una sfida nella sfida: da questo distretto di Catania, l’Europa può sembrare più lontana, ma il miglior modo per accorciare questa distanza è quello di provare a capovolgere l’Italia, di provare a ripartire dal Sud, dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Campania, da città come Catania, dove non mancano i problemi, ma si può fare affidamento su intelligenze creative e brillanti capaci di proseguire su quell’impegno civile di cui è già stata data prova.