È un Partito Democratico sul piede di guerra quello che stamattina, nel Sala Commissioni di Palazzo dei Leoni, sede della Provincia Regionale di Messina, ha tenuto una conferenza stampa avvelenata sul tema della cura e manutenzione del verde pubblico, con particolare attenzione rivolta all’ormai classica emergenza di ogni marzo: il Punteruolo Rosso. Per chi si fosse perso le emergenze passate è giusto ricordare che si tratta di un insetto in grado di infestare le palme e spremerne la linfa vitale, facendole morire lentamente. Sia sul comunicato stampa diffuso dal partito d’opposizione, sia durante la conferenza a cui hanno presieduto molti esponenti del PD, il messaggio lanciato è chiarissimo: l’Amministrazione Comunale, in carica da quattro anni, non solo non ha mai speso tempo per attivare un servizio di potatura assente e tornato in città soltanto recentemente, ma ha anche sottovalutato il pericolo che la presenza del Punteruolo Rosso genera un grave pericolo per il verde cittadino e la mancata attuazione di una lotta adeguata contro il parassita comporta una situazione di illegalità per lo stesso Comune, in quanto attuare norme di prevenzione contro questo fenomeno è previsto per legge. Due i punti fondamentali su cui non transigono i democratici. In primis la potatura della gestione Buzzanca è stata portata a termine, come molti cittadini possono vedere lungo i viali principali della città, soltanto lo scorso autunno, dopo aver interrotto per motivi tecnici la potatura avviata nella primavera del 2011. “Lo sanno anche i bambini”, spiega Fortunato Calabrò, membro del PD, “non si potano gli alberi in primavera, servono i mesi freddi”. E proprio questo errore ha fatto sì che il servizio fosse sospeso per essere ripreso in autunno, con notevole dispendio di fondi pubblici. Inoltre il lavoro non è stato rivolto a curare ogni specie vegetale nelle sue particolarità, bensì a “mutilazioni eccessive”, con lo stesso trattamento riservato a ogni pianta. Come se non bastasse arriva il secondo punto: la lotta al Punteruolo Rosso portata avanti, secondo il Partito Democratico, senza alcun criterio e, proprio per questo, senza alcun risultato. Innanzitutto sarebbe stata nominata come esperta del caso una parassitologa che, a quanto spiega il responsabile per l’arredo urbano e il verde pubblico del partito, Saverio Tignino, non ha alcun titolo per essere definita “esperta”, una parola che “ormai viene troppo usata”. Inoltre i lavori eseguiti per tale emergenza risulterebbero non solo molto costosi, ma soprattutto contrari al Piano di Azione Nazionale. Insomma, chi più ne ha più ne metta. E mentre il PD continua ad attaccare un’Amministrazione che non lascia né tracce positive di sé né la poltrona, la battuta è subito servita e il paragone tra il sindaco e il Punteruolo Rosso, entrambi rei di restare avvinghiati alla propria preda fino a eventuali e personali movimenti, fa ridere la sala intera, ma non una città portata al collasso.




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