Una Sicilia esclusa dal resto d’Italia non può più restare a guardare. Giorno 21 Gennaio, in Piazza della Repubblica, si terrà un sit in promosso dal Comitato Mobilitiamo Messina, per evidenziare la situazione di notevole disagio che la nostra città sta vivendo e che continuerà a gravare causando problemi non solo ai lavoratori licenziati, ma anche all’economia di Messina.
Il Comitato, costituito da API, Associazione L’Altra Città, CGIL, CNA, Circoli Socialisti, Circolo Walter Tobagi, Comitato Pendolari dello Stretto, Confapi, Dimensione Trasporti, Fast. Fed. dei Verdi, IDV, Lega Autonomie locali, Lega Coop, Officina delle Idee, Orsa, PD, Rif. Comunista, SEL, UGL, nato già da qualche mese proprio per sostenere la lotta contro la cancellazione delle linee ferroviarie dirette notturne, ha indetto, stamane, una conferenza stampa per promuovere la manifestazione di giorno 21 dal titolo “Messina non è un binario morto: ridateci i treni, il lavoro, lo sviluppo”.
“I tagli negli ultimi tre anni sono aumentati enormemente, e non sono stati distribuiti equamente in tutta la nazione” afferma Lillo Oceano, Segretario Generale della CGIL. Al Sud, infatti, sono stati concentrati i tagli, gli ultimi dei quali hanno causato più di 80 licenziamenti, mentre al Nord sono stati indirizzati gli investimenti. Il danno non sarà solo diretto, con il licenziamento degli impiegati, ma anche indiretto: lederà il turismo e l’economia. I prezzi degli aerei, allo stesso tempo, sono aumentati incredibilmente, potendo puntare sul monopolio che hanno ottenuto con la cancellazione dei treni. La cancellazione dei treni è solo uno degli enormi problemi della mobilità cittadina: autobus, tram, e tutti gli altri collegamenti sono servizi mal funzionanti all’interno di Messina.
La manifestazione ha lo scopo di svegliare la cittadinanza e di coinvolgere le istituzioni che non possono più restare a guardare lo sfacelo della città, nella speranza che i giovani messinesi non siano più costretti a lasciare la loro città e che quelle 800 persone, licenziate negli ultimi tre anni da Trenitalia, possano avere nuovamente un impiego.












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