Non si deve dimenticare

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Non si può dimenticare. Sei milioni di vite umane stroncate della crudeltà di coloro che, senza cuore, si erano autoproclamati purificatori della razza umana. Una razza che doveva essere ripulita da tutte quelle persone che potevano danneggiarla: disabili, omosessuali, dissidenti politici, ebrei, uomini di colore, zingari e tanti altri ancora.
Dal 20 Luglio del 2000, il Parlamento Italiano ha istituito la Giornata della Memoria, oggi 27 Gennaio, in ricordo di tutte quelle anime innocenti che sono morte senza alcuna ragione.
L’Assessore provinciale alla Cultura, Mario D’Agostino, in collaborazione con il Liceo “Giuseppe La Farina” di Messina, stamane ha deciso di organizzare un incontro presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, per dare la possibilità agli studenti di poter ascoltare la testimonianza di due sopravvissuti alla tragedia dell’olocausto. Protagonista dell’incontro il novantaquattrenne Carmelo Cocuccio, insieme all’amico Paolo Cardile, che ha raccontato con animo la sua esperienza: partito volontario per la guerra poco più che ventenne ha rinunciato ai suoi studi in nome della patria, la sua patria. Nessuno aveva mai insegnato loro cosa volesse dire libertà, cosa volesse dire democrazia, quali fossero i loro diritti. Non sapevano a cosa sarebbero andati incontro. Ogni giorno, Carmelo Cocuccio, si pente della decisione di tanti anni fa, arruolarsi, pur non avendo mai fatto personalmente male a nessuno. Quello che oggi, i due reduci di guerra hanno lanciato è stato un messaggio di amore e soprattutto di pace: “Vi posso assicurare di essere vivo nei miei sentimenti, di ricordarvi i momenti più tristi della mia vita ma non per questo rattristarvi. Intendo ricordarvi che la libertà è consapevolezza dei propri doveri e dei propri diritti, è un dono che Dio ci ha dato quando ci ha creati, l’uomo nasce libero, noi non possiamo soggiacere, dobbiamo respingere con forza tutto ciò che è al di fuori della libertà. L’uomo nella libertà crede, nella libertà c’è pace, c’è giustizia, laddove manca la libertà regna la violenza, l’ingiustizia e la guerra. La guerra è il danno peggiore che l’uomo possa creare”.
Un grande momento di crescita quello condiviso oggi dai giovani studenti del liceo La Farina, un momento che, si spera, possa ricordare alle generazioni future il dramma della guerra, e l’importanza di quei valori che per troppo tempo sono stati negati alla maggior parte della gente, e che in molte parti del mondo vengono negati tutt’oggi.

 

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Commenti all'articolo: Non si deve dimenticare

 
  1. Di Emanuele da Messina il - Replica

    Leggete il libro: “Se questo è un uomo” di Primo Levi e capirete cos’era il Nazismo! Quando nei campi di sterminio si vedevamo fumare le ciminiere e si sentiva l’odore acre del fumo bianco, molti non sapevamo, che quel fumo era causato dai forni crematori, riempiti dai corpi dei bambini cremati nell’olocausto. Quel fumo ti strozzava la gola. Eri vivo ma era come essere già morto!

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