Domani, 11 Febbraio 2012, si celebra la XX Giornata Mondiale del Malato; istituita nel 1992, ormai da vent’anni, serve per ricordare a tutti l’importanza della solidarietà verso coloro che soffrono e che, troppo spesso vengono dimenticati.
In occasione della Giornata Mondiale del Malato l’arcivescovo di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela, S.E. Mons. Calogero La Piana, ha visitato il reparto di Psichiatria del Dipartimento di Salute Mentale Messina Nord dell’Azienda Sanitaria Provinciale dell’Ospedale Papardo; successivamente, durante il corso della mattinata, è stata celebrata una messa, nella cappella situata all’ottavo piano dell’ospedale.
Inoltre uno spazio per la solidarietà è stato organizzato per vendere dei lavori di artigianato, elaborati in collaborazione con i volontari dell’Avulss, Associazione per l volontariato nelle unità locali dei servizi Socio-Sanitari, dai degenti del Reparto di Psichiatria, il cui ricavato sarà devoluto alle persone vittime dell’alluvione di Saponara.
Durante la messa l’Arcivescovo ha letto alcuni estratti del messaggio del Santo Padre Benedetto XVI: “1. In quest’anno, che costituisce la preparazione più prossima alla Solenne Giornata Mondiale del Malato che si celebrerà in Germania l’11 febbraio 2013 e che si soffermerà sull’emblematica figura evangelica del samaritano (cfr Lc 10,29-37), vorrei porre l’accento sui «Sacramenti di guarigione», cioè sul Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione, e su quello dell’Unzione degli Infermi, che hanno il loro naturale compimento nella Comunione Eucaristica. L’incontro di Gesù con i dieci lebbrosi, narrato nel Vangelo di san Luca (cfr Lc 17,11-19), in particolare le parole che il Signore rivolge ad uno di questi: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!» (v. 19), aiutano a prendere coscienza dell’importanza della fede per coloro che, gravati dalla sofferenza e dalla malattia, si avvicinano al Signore. Nell’incontro con Lui possono sperimentare realmente che chi crede non è mai solo! Dio, infatti, nel suo Figlio, non ci abbandona alle nostre angosce e sofferenze, ma ci è vicino, ci aiuta a portarle e desidera guarire nel profondo il nostro cuore (cfr Mc 2 ,1-12).”
Bellissime parole quelle del nostro Santo Padre riportate dell’Arcivescovo, quello però che ci si domanda è quanto la Chiesa stia effettivamente facendo per queste persone malate. La solidarietà è, sì, un’azione fondamentale in un mondo che ormai è diventato insensibile al dolore, ma da sola non basterà a salvare tutte quelle migliaia di persone che, ancora oggi, non possono permettersi le cure necessarie per la loro sopravvivenza.













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