Una prima non luminosa quella de “La lampadina galleggiante” del famoso regista, attore e anche commediografo Woody Allen. Andata in scena ieri sera al Teatro Vittorio Emanuele, è stata interpretato da Mariangela D’Abbraccio, che ha sostituito Giuliana De Sio, assente per gravi problemi di salute, insieme a Fulvio Falzarano (attore conosciuto per il suo ruolo nei film “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”), Mimmo Mancini, Barbara Giordano, Emanuele Sgroi e Luca Buccarello. Una brillante scenografia ideata da Andrea Taddei, con i costumi di Silvia Polidori e con la produzione del “Teatro della città” e la regia di Armando Pugliese.
La storia è una pesante critica del sogno americano: una famiglia povera che vive nella periferia newyorkese nel 1945. Il padre tradisce la madre con una cameriera di un locale degradato, con la quale sogna di scappare in Florida, ma non ha i soldi per farlo ed è assalito dagli strozzini a causa della sua ossessione per le scommesse. La madre, unica figura che cerca di tenere salda la famiglia, è una donna dai sogni irrealizzati che riversa sul proprio figlio “artista” le speranze di un successo in teatro; i due figli sono un giovane ragazzino che appicca incendi e un appassionato prestigiatore terrorizzato dal pubblico con una grave difficoltà a parlare.
Un incontro tra la madre e un fallito imprenditore teatrale per un’esibizione del figlio artista, che si rivelerà penosa, infrange tutti le aspettative della donna per il figlio e distrugge il sogno americano.
Una commedia tagliante, con i toni tipici del famoso regista, una comicità amara con dei dialoghi sublimi, purtroppo non interpretati così brillantemente come ci si aspettava. Le sfumature oniriche e i tagli inverosimili non rendono meno realistica una rappresentazione che critica a fondo il panorama statunitense del secondo dopo guerra. Un finale altrettanto drammatico è stato accompagnato da un applauso non troppo caloroso del pubblico, tra il quale figuravano anche delle persone sordomute, per le quali erano presenti due interpreti che hanno raccontato la storia con il linguaggio dei segni.













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