Accordo UE-Marocco spaventa PD e PdL

Vuoi diventare Gionalista

La lettera del coordinatore regionale PdL Castiglione al Premier Monti

samperi castiglione burtone 557

da SX: Samperi, Castiglione, Burtone

Agli onorevoli del Partito Democratico Concetta Raia, Giovanni Burtone e Marilena Samperi- preoccupati delle ricadute occupazionali che potrebbe avere l’accordo di scambio che l’Unione europea si accinge a sottoscrivere con il Marocco nel settore agroalimentare- si unisce il PdL.

Oggi, vigilia della sessione plenaria del Parlamento europeo durante la quale il Premier riferirà della situazione economica italiana, il coordinatore regionale della Sicilia del Popolo della Libertà, Giuseppe Castiglione, ha inviato a Monti la lettera di seguito riportata, che pubblichiamo nella versione integrale:

«Il Governo Monti tuteli l’economia agroalimentare italiana e impedisca che si arrivi ad una totale liberalizzazione delle importazioni dal Marocco. Il vantaggio competitivo del Marocco in molti mercati agroalimentari potrebbe ancora aumentare se entrasse in vigore il nuovo progetto di Accordo bilaterale, causando instabilità soprattutto nelle aree dell’UE vocate alla produzione di ortofrutta. Una liberalizzazione totale delle importazioni dal Marocco potrebbe significare squilibri di mercato per un’eccessiva pressione competitiva sulle medesime produzioni europee e molte produzioni tipiche del territorio italiano sarebbero minacciate. Si rischia che venga approvato un Accordo che sarà estremamente penalizzante per l’agricoltura mediterranea e per quella siciliana in particolare, che è già fortemente in crisi e non riuscirebbe a reggere un nuovo e cosi forte attacco. La Commissione Commercio Internazionale del Parlamento Europeo ha già dato il via libera all’Accordo ignorando del tutto l’invito a non approvarlo espresso formalmente dalla Commissione Agricoltura del Parlamento, che ha trovato l’appoggio sia dell’Organizzazione europea di rappresentanza degli agricoltori e delle cooperative agricole (il Copa – Cogeca), che di Confagricoltura. Proprio quest’ultima ha sempre sottolineato che tale accordo commerciale avrebbe dovuto essere basato su regole che tutelassero gli interessi del sistema agricolo e tendessero al raggiungimento di risultati bilanciati, chiedendo inoltre uno studio di impatto sulle conseguenze che avrebbe avuto l’Accordo e misure compensative a vantaggio degli agricoltori europei. Esprimo pertanto gravi perplessità riguardo gli aspetti collegati agli interscambi commerciali, alla differenza del costo del lavoro, ai diritti civili non applicati, alla sicurezza alimentare ed altro, denunciando che, nel caso di approvazione, si assisterebbe ad una notevole riduzione o alla totale eliminazione dei dazi doganali, in particolare per le produzioni orticole, frutticole ed agrumicole. Un aspetto peculiare della proposta di modifica dell’accordo UE-Marocco è rappresentato dal rispetto degli obblighi in materia di misure sanitarie e fitosanitarie, che possa assicurare il rispetto del principio di reciprocità più volte ribadito dagli stakeholder europei e dallo stesso Parlamento europeo affinché le importazioni agricole verso l’UE forniscano ai consumatori europei le medesime garanzie che sono previste dai nostri metodi di produzione. Ma gli squilibri non riguardano soltanto un aumento delle importazioni di ortofrutticoli freschi marocchini e l’insorgere di conflitti sul rispetto della sicurezza alimentare quanto, e soprattutto, la perdita di occupazione e redditi nei territori comunitari tradizionalmente interessati alla produzione di ortofrutticoli. Un primo esempio è costituito dai bassi costi di produzione ed in particolare della manodopera. Le condizioni retributive minime in Marocco si aggirano, infatti, intorno a 4,64 euro/giorno, mentre in Italia il salario minimo si aggira intorno a 60 euro/giorno. Inoltre, i produttori marocchini non sono soggetti alle severe normative fitosanitarie e ambientali dell’UE (ad esempio, le norme sulla condizionalità, Direttive nitrati, ecc.), in tal modo è plausibile il rischio di trasformare in vantaggio competitivo i minori vincoli che i produttori marocchini hanno rispetto ai colleghi europei, con la gravissima conseguenza della scomparsa  di migliaia di aziende ortofrutticole comunitarie, a meno di un eventuale processo di riconversione verso produzioni con maggiori capacità competitive o, addirittura, di interventi compensativi a favore di quei territori non più in grado di competere con le produzioni provenienti dal Marocco o da altri Paesi Terzi Mediterranei».

 

Stampa Stampa

Commenti all'articolo: Accordo UE-Marocco spaventa PD e PdL

 
  1. andate a fanculo…questo e solo l’inizio

Lascia un commento all'articolo: Accordo UE-Marocco spaventa PD e PdL

Selezionando la seguente casella esprimo il consenso al trattamento*:

Per consentire l'invio della mail è necessario compilare tutti i campi obbligatori (contrassegnati con *).
È altresì necessario prendere visione dell'informativa sulla privacy per il trattamento dei dati da parte di MessinaWebTv ed esprimere il proprio consenso.