L’analisi di Gianfranco Micciché, probabile candidato per Grande Sud a Palermo
“Sto pensando che Grande Sud debba candidarsi da solo in tutte le città, con un proprio sindaco. Forse a Palermo io stesso”. Lo scrive Gianfranco Micciché su Twitter.
Una decisione “reale”, spiega il coordinatore regionale di Grande Sud in Sicilia, Pippo Fallica, e aggiunge: “dettata dall’incertezza all’interno delle coalizioni”.
Gianfranco Micciché, a Palermo, ha già idea dei concorrenti con cui dovrebbe misurarsi se confermerà il twitt: “Fini e Casini avrebbero dato il proprio assenso alla candidatura di Caterina Chinnici, magistrato della Procura dei minori in aspettativa, a sindaco di Palermo per il Terzo Polo- scrive Micciché- E’ quanto trapela da fonti della coalizione dopo una serie di incontri che si sono stati a Roma tra i leader di Fli, Udc e Api. A proporre il nome del magistrato, figlia del giudice istruttore Rocco Chinnici ucciso dalla mafia nel 1983, è stato il leader del Mpa e governatore in Sicilia, Raffaele Lombardo.
Ottenuto il benestare dei partiti, a questo punto l’attesa è tutta per la decisione della Chinnici, che ricopre il ruolo di assessore per le Autonomie locali nel governo tecnico di Lombardo.
Il Pdl, invece, assieme agli alleati (Pid, Noi Sud e La Destra), organizzerà le primarie per la scelta del candidato a sindaco tra la prima e la seconda domenica di marzo. La data potrebbe essere stabilita già lunedì prossimo, nel corso del coordinamento regionale del Pdl che si riunirà a Palermo per un’analisi della situazione politica in Sicilia e per discutere delle amministrative”.
E poi c’è Rita Borsellino, che si è già allestita il sito web palermobenecomune.it, dove posta: “Prendo atto che le primarie [del centrosinistra, Nda] sono state sospese. Per quel che mi riguarda, vado avanti per cambiare Palermo. Oggi ho incontrato coloro che assieme a me hanno lavorato fin dal primo giorno per le primarie e che come me si sono spesi per l’unità del centrosinistra. Lo stesso farò nei prossimi giorni, dialogando con tutti coloro che sono disposti a costruire quel fronte democratico al quale ho sempre lavorato con coerenza e che, ripeto, rappresenta l’unica, concreta e credibile alternativa per questa città. Questo progetto non ha bisogno di aprire la porta agli autori e ai complici del disastro di Palermo. Chi pensa altrimenti, evidentemente, lo fa perché ostaggio della paura di non riuscire a camminare con le proprie gambe e preferisce restare complice di un sistema clientelare al quale resteremo sempre alternativi”.
Non è detto che i giochi di Palermo possano replicarsi negli altri comuni, lascia intendere il coordinatore regionale dell’UDC Gianpiero D’Alia: “E’ finito il tempo della politica ingessata. Bisogna pensare ai problemi, al lavoro, ai disagi nella sanità sempre carente nell’Isola. E’ finito il tempo delle alleanze ‘canoniche’, la classe politica se vuole riabilitarsi deve impegnarsi per far crescere il territorio e i suoi abitanti. Su Agrigento la proposta politica del Terzo polo passa attraverso la ricandidatura di Marco Zambuto”.







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