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Giacomo Di Leo, candidato Presidente per il PCL alle elezioni della regionali della Sicilia, a margine delle dimissione del Governatore Raffaele Lombardo, fa una riflessione in cui lancia anche la sua candidatura.

“Dopo le dimissioni del predecessore, Salvatore Cuffaro (UDC), travolto dalle inchieste per mafia,anche il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, si è dimesso il 31 luglio annunciando di rimettere il suo mandato all’Assemblea regionale siciliana. Ma non ci sono solo le indagini giudiziarie a far dimettere Lombardo, c’è soprattutto l’impatto di una pesante crisi capitalistica su una debole struttura economica come quella siciliana.  Ormai è l’intera Regione che è sull’orlo del collasso finanziario. Secondo i dati forniti dallo stesso Lombardo su un consuntivo di bilancio di 27 miliardi l’anno, il debito è di più di 5 miliardi, pari al 7% del Pil regionale. Un debito difficilmente sanabile, prodotto da una politica di sperpero del denaro pubblico in opere inutili a vantaggio di imprese poco chiare, all’incremento di un sottobosco burocratico clientelare ed elettorale, in un quadro di depressione economica e caduta delle entrate fiscali.  Nella tesoreria regionale qualche settimana fa c’erano appena 3 milioni di euro, insufficienti a pagare persino gli stipendi, mentre montava la protesta legittima dei forestali, dei lavoratori dei trasporti e dei precari che legittimamente rivendicano la stabilizzazione lavorativa.  La razionalizzazione della spesa pubblica, come chiesto dal governo Monti e  da Confindustria Sicilia, sarà accompagnata dalle privatizzazioni dei servizi pubblici essenziali (energia, rifiuti, acqua, trasporti) aprendo nuovi terreni di profitti per il capitale, sia di origine mafioso sia esterno alla stessa regione e al paese, mentre proseguirà lo smantellamento di quel poco che rimane dei servizi pubblici sociali, scolastici, sanitari. Una fase politica ancora più dura da sopportare fatta di nuovi licenziamenti, di precarietà, di emigrazione, di povertà.  Il Partito Comunista dei lavoratori si oppone e si opporrà con tutte le sue forze a queste politiche di macelleria sociale sia in ambito sociale che politico e in ogni ambito di lavoro e di vita. A partire dalla difesa dei posti di lavoro e dei servizi pubblici mette in campo un programma di rivendicazioni immediate e transitorie che rispondono alle esigenze della nostra classe di riferimento: i lavoratori,i precari, le donne, gli studenti, le masse popolari, gli immigrati. Un programma che solo una mobilitazione di massa e un governo dei lavoratori può attuare, mettendo fine alla barbarie capitalista e alla borghesia mafiosa che porta in ventre. Con questo programma il PCL si presenta alle elezioni regionali con una propria lista autonoma e indipendente.  AUTONOMA  da tutti i partiti che hanno governato finora la Sicilia con i risultati disastrosi che tutti abbiamo sotto gli occhi.  INDIPENDENTE   perché  siamo gli unici che possiamo rivendicare la nostra totale indipendenza dai poteri forti, dalle banche, dalla mafia, dai politicanti siciliani. Il nostro programma e’ in netta contrapposizione a queste strutture parassitarie e ai loro partiti di centrodestra e di centrosinistra. Designato all’unanimità dal coordinamento regionale del Pcl, andrà a ricoprire il ruolo di candidato alla presidenza della regione Giacomo Di Leo, coordinatore del comitato No frane della riviera jonica messinese, impegnato, tra l’altro, costantemente nella battaglia contro il dissesto idrogeologico, che si è tragicamente manifestata a Messina nell’alluvione del 1 ottobre 2009.”

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