“Apprezziamo gli sforzi fatti dalla regione Sicilia, ma restano delle criticità che non possiamo sottovalutare e che riguardano, ad esempio, la situazione difficile in cui versano alcuni pronto soccorso e le lunghe liste di attesa per le prenotazioni di alcune visite specialistiche. Abbiamo chiesto, pertanto, immediati segni concreti di un potenziamento di alcuni servizi, in modo particolare con riferimento alla rianimazione e alle Unità di terapie intensive neonatali”. E’ quanto dichiarato dal Vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali Giovanni Burtone in merito all’audizione dell’Assessore alla salute della Regione siciliana, Massimo Russo, tenutasi oggi a Palazzo San Macuto.
“L’assessore Russo non si è soffermato sul fatto che i servizi necessari ai cittadini fragili sono stati tagliati, che i tempi delle liste di attesa si sono raddoppiati o triplicati, che la maggior parte dei siciliani paga sia le terapie che gli esami diagnostici, che è aumentata la difficoltà all’accesso alle cure mediche ospedaliere: tutto questo per le scelte dell’assessore che si è lasciato guidare, nell’operare i tagli, da motivi clientelari o interessi speculativi delle case di cura private invece di intervenire sugli sprechi e sui servizi e primariati inutili messi su per favorire amici e clienti. Ha tolto al pubblico per regalare ai privati. I tagli non sono stati indolore per i siciliani, in quanto le decisioni dell’assessore Russo comportano un maggior ricorso al privato da parte dei cittadini. Un solo esempio: deliberando la chiusura dei servizi diagnostici radiografici ospedalieri al pubblico, i siciliani sono costretti a ricorrere solo agli studi privati che sono molto meno di numero. Tac e Risonanze si eseguono così solo presso privati convenzionati dove le liste di attesa sono diventate di anni e se si necessita un esame urgente si deve pagare di tasca propria. Basta speculare sulla salute: il governo regionale dovrebbe vergognarsi e avere la capacità di cambiare o la dignità dimettersi”.
Seba Romano, responsabile regionale Sanità dei Comunisti Italiani-Federazione della Sinistra
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“Apprezziamo gli sforzi fatti dalla regione Sicilia, ma restano delle criticità che non possiamo sottovalutare e che riguardano, ad esempio, la situazione difficile in cui versano alcuni pronto soccorso e le lunghe liste di attesa per le prenotazioni di alcune visite specialistiche. Abbiamo chiesto, pertanto, immediati segni concreti di un potenziamento di alcuni servizi, in modo particolare con riferimento alla rianimazione e alle Unità di terapie intensive neonatali”. E’ quanto dichiarato dal Vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali Giovanni Burtone in merito all’audizione dell’Assessore alla salute della Regione siciliana, Massimo Russo, tenutasi oggi a Palazzo San Macuto.
“L’assessore Russo non si è soffermato sul fatto che i servizi necessari ai cittadini fragili sono stati tagliati, che i tempi delle liste di attesa si sono raddoppiati o triplicati, che la maggior parte dei siciliani paga sia le terapie che gli esami diagnostici, che è aumentata la difficoltà all’accesso alle cure mediche ospedaliere: tutto questo per le scelte dell’assessore che si è lasciato guidare, nell’operare i tagli, da motivi clientelari o interessi speculativi delle case di cura private invece di intervenire sugli sprechi e sui servizi e primariati inutili messi su per favorire amici e clienti. Ha tolto al pubblico per regalare ai privati. I tagli non sono stati indolore per i siciliani, in quanto le decisioni dell’assessore Russo comportano un maggior ricorso al privato da parte dei cittadini. Un solo esempio: deliberando la chiusura dei servizi diagnostici radiografici ospedalieri al pubblico, i siciliani sono costretti a ricorrere solo agli studi privati che sono molto meno di numero. Tac e Risonanze si eseguono così solo presso privati convenzionati dove le liste di attesa sono diventate di anni e se si necessita un esame urgente si deve pagare di tasca propria. Basta speculare sulla salute: il governo regionale dovrebbe vergognarsi e avere la capacità di cambiare o la dignità dimettersi”.
Seba Romano, responsabile regionale Sanità dei Comunisti Italiani-Federazione della Sinistra