La giornata di sabato è stata caratterizzata da un triste record per il numero di contagi registrati nella nostra Regione e, soprattutto, nella nostra città (ben 303!).
Ancora troppa gente per le strade: Via Tommaso Cannizzaro e Corso Cavour piene di auto come se il virus non ci riguardasse per cui abbiamo chiesto ad un giovane studente ricoverato a Roma di descriverci quello che sta vivendo come malato di Covid.

 

  • Grazie innanzitutto per l’intervista.

    Parlaci un poco di te, quanti anni hai e cosa fai nella vita.

Mi chiamo Cristian, ho 24 anni, sono uno studente di medicina al sesto anno. Studio a Roma, ma sono originario della Basilicata.

  • Come e quando hai scoperto di avere il Covid?

Ho iniziato ad avere i primi sintomi lunedì 2 novembre: all’inizio febbre e dolori muscolari molto forti, poi sempre più tosse e la febbre saliva.

Ho chiamato subito l’ASL per chiedere cosa dovessi fare e mi hanno consigliato di fare un tampone antigenico privatamente per ridurre i tempi.

L’ho fatto il giorno dopo ed è risultato positivo. Da lì i sintomi hanno continuato a peggiorare, la febbre aumentava sempre di più e sentivo un senso di affaticamento enorme. Una notte mi sono svegliato scosso dai brividi e con una crisi respiratoria.
Sono riuscito a chiamare un’ambulanza che mi ha subito portato in pronto soccorso al San Filippo Neri: lì ho aspettato qualche ora in una stanza di isolamento, mi hanno fatto una tac e 14 ore dopo sono stato ricoverato prima in un reparto di transizione e dopo due giorni nel reparto in cui mi trovo tuttora.

  • Quindi da quanti giorni sei ricoverato?

Oggi sono 10 giorni che mi trovo ricoverato e ora sto bene, mi stanno tenendo perché ancora saturo un po’ male e ho ancora bisogno dell’ossigeno, ma tutto sommato mi sento bene.

  • Il momento più difficile che hai affrontato in questi giorni?

I momenti più difficili sono stati sicuramente la notte che ho chiamato l’ambulanza, tutto il periodo della degenza in pronto soccorso e i primi giorni di ricovero quando la tosse non mi dava tregua e dopo ogni colpo di tosse non riuscivo più a recuperare il respiro.

  • Un messaggio per i tuoi coetanei e per coloro che pensano che il Covid sia un pericolo solo per gli anziani.

Io so che la mia è solo una testimonianza e magari non ha molto valore scientifico, però in questi giorni di scene brutte ne ho viste tante e so per certo che l’emergenza è un’emergenza reale: è per questo che invito tutti al rispetto delle regole per proteggere se stessi oltre che gli altri.