Quante volte scherzando con gli amici, magari parlando di un nuovo fidanzamento e vedendo la foto del lui o del lei abbiamo esclamato: “Hai fatto Bingo!”.

Un gioco che conosciamo tutti, almeno a livello di nome e per la sua vicinanza alla più nota tombola, ma che è anche facile da approcciare, data l’estrema semplicità delle sue regole. Quella che non tutti conoscono, invece, è la sua storia. A differenza di quanto si possa solo lontanamente immaginare, essa è secolare. Parliamo degli anni intorno al 1500 dopo Cristo. Siamo in piena epoca rinascimentale e in Italia, come nel resto d’Europa, vengono istituite le prime lotterie. Tra queste c’è anche una versione piuttosto primitiva del Bingo come noi lo conosciamo.

Certo, per arrivare al gioco di epoca moderna, bisogna aspettare la fine degli anni ’20, più precisamente il 1929. Lo sfondo è quello americano. A New York, un venditore di giocattoli per bambini ha un’idea: modificare leggermente le regole del Lotto della Georgia. Questo commerciante, di nome Edwin Lowe, era rimasto affascinato dal “Beano”, un gioco che prende il nome dal termine anglosassone Bean, che vuol dire Fagiolo. Questo perché per puntare i numeri estratti sulle cartelle si usavano dei fagioli secchi.

Durante una partita, proprio Lowe vinse e nell’urlare il nome del gioco, invece di esclamare Beano, esclamò: “Bingo”. Una storpiatura che piacque ai giocatori presenti e allo stesso Lowe, tanto da affermarsi come il nuovo nome del gioco da lui inventato. La diffusione negli USA fu quasi immediata, per quanto di anno in anno venissero leggermente cambiate le regole del Bingo, fino alla versione che attualmente conosciamo. Ad esempio, in origine le cartelle contenevano 25 numeri, mentre ora sono solo 15.

Il Bingo americano, a differenza di quello italiano, ha mantenuto l’estrazione basata su 75 numeri, mentre nel Bel Paese, i numeri sono stati aumentati a 90, per venire incontro alla tradizione della tombola nostrana e non stravolgere troppo le abitudini dei giocatori. Nella nostra nazione, così come nel resto d’Europa, il boom vero e proprio del Bingo si ebbe a metà degli anni ’50. Era l’epoca della maggior esportazione del cinema americano nel Vecchio Continente. L’immaginario degli Stati Uniti stava penetrando in maniera sempre più profonda nelle nostre abitudini e ci fu un momento in cui nelle sale cinematografiche le proiezioni venivano alternate proprio a sessioni di gioco.

La diffusione delle sale da Bingo all’americana in Italia ha avuto il suo maggior incremento nel 1999, quando il Governo dell’allora Premier Massimo D’Alema legalizzò definitivamente il gioco, permettendo di avere sessioni dal vivo per i giocatori, con lo scopo di avviare anche una maggiore aggregazione sociale.

Nel nuovo millennio, grazie all’avvento di internet e dei dispositivi mobile, anche il Bingo ha visto il suo trasferimento sulle piattaforme di gioco digitali.
L’affluenza è davvero importante, dato anche che le numerosi sale virtuali cui potersi registrare, offrono una varietà di montepremi e di costi di iscrizione davvero ampia.
Il tutto permette ai giocatori, dal più esperto a quello che si approccia per la prima volta con il Bingo, di poter scegliere l’esperienza virtuale che più lo aggrada.