Salvatore Potestio: La Sicilia nel cuore e gli italoamericani

 

 

 

In un afoso pomeriggio di luglio parte un’intervista emozionante e ricca di rilievi umani. L’intervistato è Salvatore Potestio, detto Sal, uomo simpatico, ironico e fortemente legato alle tradizioni siciliane. Salvatore ha 62 anni e da 50 vive in America.

È giunto dalla Sicilia bambino, all’età di 10, ma non ha mai dimenticato il suo luogo natio. Proviene da un piccolo paese delle Madonie, Polizzi Generosa, in provincia di Palermo. Menziona Polizzi, come il paese di Mariano Rampolla del Tindaro, il cosiddetto “Papa mancato”, quel cardinale siciliano che nel 1903 sfidò i Savoia e l’imperatore d’Austria. Fu il Conclave passato alla storia come l’ultimo dell’ancien régime, messaggero di quel vecchio privilegio dello “ ius exclusivae”, riservato alle potenze laiche, cioè il veto all’elezione a pontefice. Francesco Giuseppe, imperatore d’Austria, fece pronunciare il veto al suo fidato cardinale polacco Puzyna, in Cappella Sistina, proprio contro Rampolla, già segretario di Stato Vaticano per più di tre lustri e candidato numero uno a succedere a Leone. La figura di Sal Potestio è una storia come tante, piena di ricordi. Tiene anche a rammentare che è paesano di Domenico Dolce, uno dei Dolce e Gabbana. Anche suo nonno era Domenico Dolce, cognome preso come spunto o segno di rispetto per “battezzare” le sue gelaterie. Quando gli si chiede di raccontare come è arrivato in America gli si brillano gli occhi. Sembrano scorrere immagini sbiadite di un passato mai scordato, rimasto indelebile. È una sorta di pennelli che intingono in una tavoloccia di colori, che dipingono il quadro della vita. Dopo aver ringraziato le tre testate importanti che con questa intervista lo hanno voluto protagonista, America oggi di New York, Sabato italiano di Josephine Buscaglia Maietta e quella italiana Messinaweb.tv,

Salvatore comincia a raccontarsi. Rammenta ai lettori la sua escalation professionale e poi la discesa, scelta di “sua sponte”. Scelta accettata di buon grado o meglio “di buon gusto”. Sì, perché da tutti a Salvatore è dato l’appellativo di “ Dai Diamanti al gelato”. Non si offende, anzi, precisa fiero, che molto ha lottato nella sua florida età di 62 anni. Dignitoso aggiunge di essere in America da 52 anni ed ha fatto tanti tipi di lavori da giovane. Tanta nostalgia per quegli anni “d’oro”, quelli che che gli hanno dato la possibilità di sognare una vita da sceicco. Si descrive come un privilegiato, per aver conosciuto una persona che gli ha insegnato a lavorare i diamanti. Era seducente pensare ad un mestiere così prestigioso, per uno come lui che lavorava in un ristorante. Un giorno conobbe una persona che veniva dal SudAfrica e che gli aveva proposto di imparare a fare il tagliatore di diamanti. Ciò lo trascinava in un vortice sconosciuto, allettante, ma nello stesso tempo lo intimoriva, perchè temeva di non essere all’altezza. Con grande volontà aveva cominciato a piacergli quel lavoro nel lontano 1980. Allora, afferma, erano soltanto ebrei e Portoricani quelli che lavoravano i diamanti, dunque ebbero successo i tre punti di New York aperti. Come tutte le società che prima o poi finiscono, Salvatore tronca i rapporti. Fallita la società, dopo 26 anni chiude con i diamanti. Non si abbatte… Sà che, solo chi non vuole avere un’occupazione non trova lavoro in America. Andato per caso in una sagra assaggia del gelato. Ne rimane affascinato. Gli ricorda la Sicilia, la terra del sole e della granita con panna. Comprende immediatamente che il suo vero futuro è aprire una gelateria. Gli vengono in mente i sapori siciliani, i profumi, i colori della Trinacria tanto amata. Sente il cigolìo della strada, delle trazzere, il tintinnio dei sonagli dei muli ed asini. È deciso, fa nascere la gelateria Dolce, dal cognome del nonno Domenico, come l’omonimo di Dolce e Gabbana, suo paesano di Polizzi Generosa.

Anche suo nonno era Domenico Dolce, cognome preso come spunto o segno di rispetto per “battezzare” le sue gelaterie. Poi altri 3 punti di Gelaterie: Dolce a Franklin Square; Dolce a Bellmore; Dolce a Howard Beach. Intanto il suo gelato diviene sempre più famoso, gusto prelibato e sapore della sua isola. Finalmente ha coronato il sogno per un’attività che ama. È orgoglioso della sua ice cream shop. Potestio ha un bel fare con tutti i suoi clienti, anche quello che sta gustando una rinfrescante granita. Nonostante sia stato adottato dall’America, la lingua italiana è comprensibile ed è lingua che parla meglio dell’americano. In videoconferenza Zoom Sal gira per il locale; fa notare le prelibatezze per il palato. I banconi con le vetrine a vista ospitano il suo gelato artigianale di tutti i tipi. Ci sono anche le buone granite alla siciliana con brioche, che fanno gola ai buongustai italoamericani e turisti. Gli si chiede quali siano i gusti preferiti. “Tutti, risponde, in particolare nocciola, pistacchio e cioccolato”. Il momento in cui ha capito che in America ci stava bene è stato quando si è reso conto che non gli sarebbe mai mancato il lavoro. In America c’è rispetto per qualunque lavoro si faccia e non esistono classismi. Afferma ciò, perché quando lavorava con i diamanti, in America veniva rispettato allo stesso modo di oggi. Ora è un uomo appagato, anche in famiglia. La moglie Maria è americana, ma figlia di italiani; i suoi due figli sono Arianna, che ha studiato come igienista ma ha scelto di lavorare nella scuola; il figlio Francesco ha fatto gli studi di radiologia. Alla domanda cosa vorrebbe dire agli italiani e ai siciliani, Salvatore garbatamente risponde di apprezzare il nostro paese con tutte le sue bellezze. Sostiene che alla Sicilia non manca niente, il mare , il sole, il cibo gustoso e genuino, che considera il migliore del mondo. I siciliani, però, devono essere umili e non perdere la semplicità che li contraddistingue. Arrivare in Sicilia, vedere lo Stretto di Messina e la Madonnina del porto, vuol dire ritornare alle origini. A questo proposito invia un caro saluto al messinese Umberto, della nota gelateria Miscela d’oro. Lo ha conosciuto qualche tempo fa.

È stato un bell’incontro, lo definisce siciliano umile. Umberto ha assaggiato il gelato di New York ed a sua volta lo ha invitato nella sua gelateria di Messina. Gli viene suggerito che il locale si trova al centro della città di Messina, nella principale arteria, Piazza Cairoli. Sal si augura di fare un salto in Sicilia nel mese di Agosto per nove giorni. Negli anni scorsi , prima della morte della mamma novantanovenne, veniva spesso. Ora spera di poter comprare una piccola casetta per tornare di tanto in tanto a trovare i suoi antichi affetti, la sorella, ma anche gli amici che a tutt’oggi lo rispettano tantissimo. Rievoca il periodo degli anni ‘80 quando, giunto a Polizzi Generosa dall’America, la sera voleva andare a ballare, tuttavia, se non feste di paese, a Polizzi non c’era null’altro. Ora è, invece, è un centro montano più evoluto e più moderno, a causa del progresso. Bisogna dire che il nome e le doti del bravissimo Gelatiere sono stimate ovunque, anche grazie alla trasmissione Sabato Italiano del Cav. Josephine Buscaglia Maietta. L’annunciatrice radiofonica ha fatto conoscere a tutto il pubblico mondiale il contributo dato alla terra di Sicilia da Salvatore Potestio. Il suo nome, per merito della Regina del programma, è altisonante dall’Europa fino all’Australia. Come molti italoamericani, Josephine ha gustato il buonissimo gelato artigianale siciliano di Dolce a New York qualche anno fa. Il gustosissimo ice cream, divenuto noto in trasmissione, ha dato il via alla curiosità di assaggiarlo. Sono tantissimi gli americani che lo apprezzano e lo decantano. Poiché “De gustibus non disputandum est“ è giusto ringraziare il siciliano Salvatore, che rende “Dolce” il palato all’America di New York e i turisti che vanno a trovarlo.