Come abbiamo reagito al Covid-19?
Ho attraversato da Nord a Sud l’Italia in macchina. L’ho fatto per un’urgenza personale, che però mi ha permesso di vedere tutt’intorno cosa è cambiato.

Nelle ultime settimane l’Italia era diventata il paese europeo con maggior numero di contagi da #Covid-19. Un mostro invisibile che ha paralizzato prima Wuhan, nella Cina Centrale.

Poi è arrivato in #Italia diffondendo piano piano il terrore, con un tempismo degno da film horror. L’11 marzo l’Oms ha dichiarato la #pandemia.
Così abbiamo chiuso tutto e tutti. Abbiamo fermato le attività, i trasporti, la scuola, lo sport. Tutto fermo.

Munita di autocertificazione sono partita dalla provincia di Pisa, da una piccolissima zona al confine tra i Comuni di Pontedera e Ponsacco, Val di Cava.

2 aprile, ore 6,45: imbocco la Firenze-Pisa-Livorno per poi immettermi nella E35 Firenze-Roma. Effettivamente un po’ di movimento c’è. Ma in questa zona ci sono tantissime aziende. Dunque, immagino che il traffico che vedo sia dovuto ai dipendenti che raggiungono il luogo di lavoro.

Proseguo.

La strada è libera, in lontananza solo camion e furgoni.
Trasportano merci, tra le più svariate. Autocisterne, mezzi pesanti. Incontro anche diverse ambulanze.
E così il viaggio prosegue sino ad Orte e successivamente a Roma.

Sono a circa quattro ore di viaggio, rarissime le macchine che incontro e inizio a pensare che bravi gli italiani. Rispettano i divieti. Seppur in questi giorni, si è voluto far passare un messaggio diverso. Chissà perché.

Mi immetto nella Roma-Napoli, ma lo scenario non cambia. All’orizzonte solo mezzi pesanti e veicoli commerciali anche leggeri.

E Proseguendo verso sud, imboccando la Salerno-Reggio Calabria l’autostrada diventa sempre più spettrale, nessun mezzo. Pare che il tempo si sia fermato.

Abbiamo chiuso regioni, città, attività. Ognuno è chiuso nella propria casa, nella propria zona comfort, con l’incalzante nostalgia della passata quotidianità e la speranza che tutto passerà presto.

Quattro i posti di blocco incontrati (e non si dica che i controlli non li fanno!): uno in un’area di servizio nei pressi di Caserta, un altro nei pressi di Lamezia Terme, poi prima dell’imbarco a Villa S. Giovanni. Infine appena sbarcata a Messina. Per tutti autocertificazione, documenti del mezzo, documenti personali. Nell’ultimo anche termoscanner.
Controlli superati, tutto in regola.
Vai!
Continua!

Il viaggio comincia ad essere faticoso, per le troppe ore passate alla guida.
Ma sono grata. Ho constatato con i miei occhi che siamo corsi ai ripari e stiamo rispettando le regole.

Sono stata 9 ore in macchina, cosa che prima mi avrebbe portato ad esaurimento.
E invece il tempo è volato.

Ogni cosa che ho visto era intensa. Anche se ferma e seduta.

Anche se dal finestrino, ho osservato la vita, o meglio quello che ne rimane di essa, al tempo del Covid-19.