Un’umanità fragile. Siamo tutti uno” – Connessioni Tecnofilosofiche

Giornata conclusiva a Pisa per l’ormai tradizionale Internet Festival, giunto quest’anno alla decima edizione. Un evento, organizzato nel rispetto delle normative anticovid, che ha previsto momenti di divulgazione e approfondimento intorno alle tematiche legate all’innovazione, sia in presenza che in remoto.

Tema della quattro giorni il concetto di #Reset: spegnere e riaccendere un pc con un funzionamento anomalo? Non appena. Alla luce del quadro difficile e inedito emerso negli ultimi anni e negli ultimi mesi, Reset è la possibilità, ma anche il dovere di riprogrammare, abitudini e stili di vita per orientarci verso un modello ancora da inventare. Particolarmente interessante, tra gli incontri odierni, Connessioni Tecnofilosofiche dal titolo “Un’umanità fragile. Siamo tutti uno”.

I lavori, trasmessi online su Youtube e introdotti dalla filosofa Maura Gangitano, hanno visto studiosi e intellettuali impegnati su di una riflessione aperta sullo stare mondo oggi, immaginando un nuovo paradigma.
Al di là della logica oppositiva che ha visto salda l’antinomia uomo –macchina, tecnologia – natura, oggi i binomi sono inquadrati alla luce di un equilibrio complesso e delicato.

Tra gli interventi, lo scrittore Antonio Moresco, autore del saggio Il grido, parla di una situazione in cui sono necessari interventi non solo di tipo orizzontale: “la speranza delle rivoluzioni del Novecento o dell’Ottocento, che pensavano che modificando solo un segmento economico- politico si sarebbe modificato tutto, è fallita. Invece quella è la punta dell’iceberg. Non basta più neppure una rivoluzione basta in una situazione di questo genere. Bisogna mettere in atto un qualcosa che ha delle caratteristiche verticali della metamorfosi. Noi non sappiamo come funziona una metamorfosi perché non l’abbiamo mai vissuta. A volte succede che nelle specie, una parte si separi o corre avanti e a poco a poco trascini l’altra. Noi siamo in questo stato, occorre che una parte dell’umanità trascini l’altra perché non si può più andare avanti così”.

Francesca Toni, docente presso la la London University, propone una presentazione sull’ “Intelligenza artificiale che sa spiegarsi”. Si tratta di un tipo di intelligenza vista spesso con sospetto, poiché estrattiva, riesce cioè a sottrarci dei dati. Indiscutibili sono però ad oggi le capacità: essa sa riconoscere immagini, tradurre, far diagnosi mediche, sa passare l’aspirapolvere o guidare un’auto. Sistemi intelligenti che possano relazionarsi con gli esseri umani, sono sistemi in cui l’intelligenza artificiale si umanizza. La stessa Ue spinge verso delle intelligenze che sappiano spiegarsi. Un futuro nel quale non può non esserci un interscambio e un mutuo rapporto tra informatica, ingegneria e matematica, che forniscono i modelli; le scienze umane (psicologia e sociologia), che forniscono le metodologie della relazione con gli esseri umani; gli utenti che indicano aree di interesse e feedback alla ricerca.