“Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d’Italia”.

Così recita la motivazione della concessione della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera per l’eroica partecipazione dei Carabinieri alla Grande Guerra.

Quindi la circolare del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri n. 204/41-1914 del 7 aprile 1921 con cui veniva istituita e fissata al 5 giungo di ogni anno la Festa della Benemerita.
La fondazione dell’Arma dei Carabinieri risale al 13 luglio 1814, quando in forza della promulgazione delle Regie Patenti Sua Maestà Sarda Vittorio Emanuele I istituiva l’allora Corpo dei Carabinieri Reali.
Si trattava di un’importante innovazione nell’ambito delle unità militari, in quanto i Carabinieri, per l’appunto armati di carabina, avrebbero dovuto configurarsi come un Corpo d’élite dotato della duplice funzione della difesa dello Stato e della tutela della sicurezza pubblica.

I Carabinieri avevano una bella uniforme turchina, guarnita di alamari d’argento, ed indossavano un cappello a due punte, chiamato popolarmente lucerna con un pennacchio (dal 1833) blu e rosso: colori ancor oggi ricorrenti nella simbologia dell’Arma, non solo nelle uniformi, ma anche nello stemma araldico e nelle livree delle moto e delle auto di servizio. Il blu rappresenta la nobiltà dell’Istituzione, il valore militare, la fedeltà, la giustizia, l’amor di patria, mentre il rosso l’audacia, il coraggio, il sacrificio”.
Nella sua lunga e gloriosa storia, che va dal Regno di Sardegna alla Repubblica passando per il Regno d’Italia, ed alla luce degli accadimenti che l’ha vista protagonista (Risorgimento, Guerre d’Indipendenza, Campagne per l’Unità alla lotta al brigantaggio, Grande Guerra, Liberazione, contrasto della mafia alla lotta al terrorismo negli “anni di piombo”, impegni internazionali odierni per la pace e la sicurezza) l’Arma dei Carabinieri si è sempre distinta per la fede al giuramento prestato a suprema dedizione alla patria, ed a ragione si è guadagnata l’appellativo di “Benemerita”, aggettivazione usata per la prima volta nel 1864 in sede parlamentare e poi diffusa nell’uso corrente, tanto più che trova conferma nelle 47 ricompense alla Bandiera e nelle migliaia di decorazioni individuali ricevute a motivo della silenziosa abnegazione e dell’alto sacrificio offerto dai Carabinieri a difesa di tutti i cittadini.

Quest’anno a causa dell’emergenza coronavirus, presso la Caserma del Comando Interregionale Culqualber a Messina, la cerimonia avverrà in forma ridotta e senza la partecipazione della cittadinanza.