È ormai trascorso più di un secolo e mezzo da quando è nata la Croce Rossa. Dai campi di Solferino, dove franco-piemontesi ed austriaci si fronteggiarono nel 1859 in una delle più sanguinose battaglie, Jean Henry Dunant, sconvolto dall’assenza di una vera e propria sanità militare, trasse l’ispirazione per sviluppare l’idea, già avuta dal medico Ferdinando Palasciano, di considerare la neutralità di tutti feriti in guerra.

Dal Convegno di Ginevra dell’ottobre 1863 nacquero quindi le società nazionali di Croce Rossa, delle quali la quinta a formarsi fu quella italiana, che poté avvalersi sin da subito, ed anche in seguito, del patrocinio di Casa Savoia, tanto che nel 1908 la regina Elena tenne a battesimo il Corpo delle Infermiere Volontarie, note pure come crocerossine, che ebbero il primo impiego in occasione del terremoto di Messina.
Dal principio il sodalizio umanitario abbracciò il soccorso quale missione fondamentale per lenire le sofferenze umane, ed alla 20ª Conferenza Internazionale della Croce Rossa, svoltasi a Vienna nell’ottobre del 1965, furono adottati i sette principi che ancora oggi costituiscono la spia dorsale della benemerita associazione:

UMANITÁ

Nato dall’intento di portare soccorso senza discriminazioni ai feriti sui campi di battaglia, il Movimento della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in campo internazionale e nazionale, si adopera per prevenire e lenire in ogni circostanza le sofferenze degli uomini, per far rispettare la persona umana e proteggerne la vita e la salute; favorisce la comprensione reciproca, l’amicizia, la cooperazione e la pace duratura fra tutti i popoli.

IMPARZIALITÀ

Il Movimento non fa alcuna distinzione di nazionalità, razza, religione, classe o opinioni politiche. Si sforza di alleviare le sofferenze delle persone unicamente in base ai loro bisogni,dando la priorità ai casi più urgenti.

NEUTRALITÀ

Al fine di continuare a godere della fiducia di tutti, il Movimento si astiene dal partecipare alle ostilità di qualsiasi genere e alle controversie di ordine politico, razziale e religioso.

INDIPENDENZA

Il Movimento è indipendente. Le Società Nazionali, quali ausiliari dei servizi umanitari dei loro governi e soggetti alle leggi dei rispettivi Paesi, devono sempre mantenere la loro autonomia in modo che possano essere in grado in ogni momento di agire in conformità con i principi del Movimento.

VOLONTARIETÀ

Il Movimento è un’istituzione di soccorso volontario non guidato dal desiderio di guadagno.

UNITÀ

Nel territorio nazionale ci può essere una sola associazione di Croce Rossa, aperta a tutti e con estensione della sua azione umanitaria all’intero territorio nazionale.

UNIVERSALITÀ

Il Movimento internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, in seno al quale tutte le società nazionali hanno uguali diritti e il dovere di aiutarsi reciprocamente, è universale.”
Il Croce Rossa, che oggi 8 maggio, ricorrendo la data di nascita del fondatore, ma anche quella della fine della Seconda Guerra Mondiale, festeggia la sua Giornata, conta sulla collaborazione di 14 milioni di volontari nel mondo, di cui oltre 160 mila, nelle sue componenti militari e civili, in Italia.
Alla luce dell’attuale emergenza da Covid-19 la Croce Rossa Italiana è impegnata nella raccolta fondi per assicurare il materiale sanitario necessario a contrastare la diffusione del virus, ad assistere le persone anziane e tutte quelle immunodepresse o comunque vulnerabili, a svolgere altresì attività che riguardano il trasporto sanitario, gli interventi di bio-contenimento per i pazienti Covid-19 e l’impiego, ove necessario, di unità NCBR (NUCLEARE – BIOLOGICO – CHIMICO – RADIOLOGICO).

Dunque un anniversario assai diverso quello di oggi, ma forse anche più significativo, lascia intuire il presidente Francesco Rocca, che poi precisa: “Mai come quest’anno ci siamo sentiti tutti un pochino Henry Dunant. Tutti coloro che hanno prestato servizio hanno avuto modo di toccare la devastazione, la fragilità, il dolore e la solitudine dell’essere umano”.