L’ASviS propone una riforma fiscale che riequilibri il carico delle imposte e la definizione di politiche di sviluppo rivolte ai luoghi

Le forti diseguaglianze che interessano il nostro Paese riguardano molteplici dimensioni della vita umana, dice il Rapporto ASviS:
economiche, anzitutto, e sociali, che si manifestano nell’accesso iniquo ai servizi fondamentali e alla ricchezza comune (ambiente, paesaggio, risorse naturali e conoscenza).
La situazione dell’Italia relativamente al Goal 10, dopo un periodo altalenante, a partire dal 2015 migliora grazie alla ripresa del tasso di variazione del reddito familiare pro capite per il 40% più povero della popolazione e a quello per il totale della popolazione.
Aumenta invece il rischio di povertà e permangono elevate le diseguaglianze territoriali e il divario di genere. In particolare, si segnala una considerevole distanza del Mezzogiorno dalla media italiana, soprattutto per quel che riguarda l’indice di disuguaglianza del reddito disponibile e il rischio di povertà.

Sul piano legislativo, non emerge una visione organica e programmatica del contrasto alle diseguaglianze. La lotta alle diseguaglianze è presente principalmente in relazione al “Reddito di cittadinanza”, ma il contrasto alla povertà sembra connesso principalmente al reddito del lavoro, e non anche alle differenti opportunità di formazione.

Secondo il Rapporto, è necessario attuare una riforma fiscale che riequilibri il carico delle imposte, incoraggiare politiche che favoriscano l’accesso delle persone con competenze imprenditoriali al governo delle imprese, consolidare la responsabilità nazionale nel raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni, promuovere politiche di sviluppo nelle aree fragili del Paese e nelle periferie, orientare gli strumenti per la sostenibilità ambientale a favore dei ceti deboli, riqualificare il patrimonio edilizio e degli spazi pubblici, rafforzare i diritti di accesso per tutti i ceti sociali e investire nella pubblica amministrazione.

Nella video-intervista il coordinatore del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 10, Fabrizio Barca