Maria Rosaria Sgrò: Famosa anche in America, la Dirigente dell’Istituto tecnico Jaci di Messina, per il ponte culturale con gli Italo-americani di New York.

Alla guida di una scuola superiore, dove in periodo di Pandemia gli obiettivi sono Allievi, Docenti ed ATA.
Inaspettata e improvvisa risulta l’intervista con la mora calabrese della provincia di Reggio, Dirigente scolastica, Preside, Dott.ssa Maria Rosaria Sgrò.

Sembra emozionata, quando viene intervistata, seppur affermata nella società e donna di successo della scuola nel sud-Italia.

“Mariella”, così chiamata affettuosamente dagli amici e parenti, somigliante somaticamente, incredibilmente all’attrice italiana Monica Bellucci, tanto da essere da molti scambiata per lei, è una donna dall’animo sincero. Porta i segni dei sacrifici, delle ansie, del dolore, delle gioie vissute. Sono sentimenti nascosti, custoditi nello scrigno del suo cuore. Quel cuore che ha donato ai suoi figli, alla sua famiglia, ai giovani allievi della sua scuola che ama più di sè stessa.

Maria Rosaria Sgrò

Mai irritata, disponibile al dialogo pacifico con i suoi docenti, sa usare bene la sua arte quando afferma: Schola magistra vitae- La scuola è maestra di vita-. Lei, donna di potere, riesce a concentrare “il gioco delle parti” con fermezza, autorevolmente, mai con autorità, senza offendere nessuno.

Maria Rosaria ha vissuto la sua infanzia in Calabria, in una famiglia d’origine semplice, ma aperta alla modernità. I suoi genitori hanno indicato le vie verso il successo ed alla carriera ai quattro figli, tutti laureati. Un attimo di commozione si avverte quando rievoca la figura del padre che ora non c’è più e del quale sente, come afferma, la mancanza, ma che le è spiritualmente molto vicino . Con grande nostalgia rammenta i grandi sacrifici, il coraggio trasmesso alla progenie, la forza istintivamente da lui ereditata. La giovane Dirigente ha frequentato il collegio delle suore Annibale Maria di Francia in Calabria. Poi l’istituto Magistrale, diplomandosi e frequentando l’Università di Messina. Già le Suore del collegio la conducevano per brevi gite dalle sorelle francescane di Messina. È da lì che parte la sua mistura con la Sicilia, tanto da farla sentire per metà calabrese e per metà siciliana. Assorbe i pregiudizi, i riti, le tradizioni siciliane, tanto che per sempre la città di Messina diventerà la sua seconda casa. Intanto, iscritta alla facoltà di Lettere e Filosofia, si laurea a pieni voti, raggiungendo il primo grande traguardo della sua vita. Si sposa e diventa mamma di due meravigliosi bambini. Giuseppe ora 26 anni ed Alessandra 23, figlia che come riferisce, segna il primo periodo più bello della sua vita. Quanto è stata dura la vita per “Mariella”. Quando il mondo sembra crollare addosso per le intemperie che il destino riserva, una cometa si illumina. La gioia del primo figlio, la sua nobile diversità, sempre accettato ed amato da colei che lo adora più della vista dei suoi stessi occhi…Si attenua il timore del’improvviso macigno per il futuro del figlio, le ansie per la sua vita futura. Lui, dono prezioso di Dio, da cui si riceve solo amore. L’Angelo della famiglia ed anima innocente si impone nel cuore speranzoso, tanto che l’eroina Maria Rosaria riacquista completamente la fiducia di donna e madre, quando le nascerà la sua seconda, stupenda figlia, Alessandra. Gioia immensa e fulgore di luce sono accesi nella calabrese. Comprende che, come lei stessa riferisce: “Giuseppe è Giuseppe ed Alessandra è Alessandra: un maschietto ed una femminuccia, tanto desiderati”.

Per la sua carriera Maria Rosaria si mette in gioco non ancora laureata.

Decide di fare il concorso per la scuola materna, lo vince, ma non le basta. Insegna alle scuole elementari. Di seguito alle scuole medie e viene nominata VicePreside. Prosegue a insegnare Lettere nelle scuole superiori. Vuole dimostrare a sè stessa che se la vita è dura ciascuno di noi può essere da esempio agli altri. Si prepara, così, per un’altra sfida: il Concorso a Preside. Dopo un primo passaggio in cui aveva superato le prove, il concorso viene fermato, ma successivamente supera di nuovo tutte le prove con successo e passa di ruolo come Preside. Questo è il suo secondo momento più bello. Comprende che la vita non è sempre “matrigna”, come affermava Giacomo Leopardi. Con la stessa “metonimia” viene nominata Dirigente alla scuola media “Leopardi” di Messina, dove sarà a capo per l’anno 2017/2018. L’anno seguente chiede il passaggio alle scuole superiori e viene nominata dal 2018 all’Istituto tecnico economico Ites “Jaci” di Messina. Rivincita straordinaria per una professionista competente ed in grado di sorreggere un peso così ponderoso. Lei ce la fà, riscatta ancora una volta sè stessa.

Donna in carriera, all’apice dei successi anche attraverso la stampa. Quando durante l’intervista le si chiede chi desideri ringraziare, con umiltà ribadisce sè per i sacrifici, il marito che l’ha sempre incoraggiata, i figli e la sua famiglia d’origine.
Sono le persone che l’hanno spronata, invogliata nelle scelte difficili intraprese. Non è da meno il suo intenso rapporto con l’America. La Dott.ssa Sgrò è stata contattata telefonicamente dalla giornalista e intrattenitrice della trasmissione “Sabato italiano”, Josephine Buscaglia Maietta, a Radio Hofstra University di New York, trasmissione che giunge non solo in Italia e in Europa, ma in tutti i paesi del mondo e persino in Australia.

È stata, altresì, menzionata in America più volte per aver fatto da ponte con lo “Jaci” di Messina. Ha fatto aderire i suoi allievi, via web, alla manifestazione che ogni anno in America celebra Cristoforo Colombo, il Columbus day. Lì i giovani della scuola superiore “Ites Jaci”, con un ponte culturale in diretta con la giornalista Maietta, hanno espresso il loro pensiero su Colombo. Agli Italo- americani vuole imprimere il suo coraggio in questo momento difficile a causa del Covid. Li incita a non mollare mai, di valorizzare, attraverso il virus che sta devastando tante famiglie, il dono e il senso alla vita. Agli Italo americani si esprime dicendo che loro amano l’Italia, amano le proprie origini. È certa che presto torneranno a volare in Italia per rivedere il proprio paese. “Essere ottimisti” è il suo motto, perché questo momento dovrà essere scaraventato alle spalle, quando arriverà il sospirato vaccino. “Mariella” sostiene che “quando i nostri nonni raccontavano della spagnola, del vaiolo, sembravano utopie. Mai l’uomo del 21’ secolo si sarebbe aspettato che avrebbe conosciuto una simile tragedia”.

L’intervista con questa professionista e donna di cultura si vuole concludere affermando che Maria Rosaria Sgrò, sarà conosciuta non solo attraverso il suo contributo culturale. Il suo volto e le sue doti umane, con il giornale America oggi di New York, trapeleranno ai lettori di tutto il mondo per essere definita “l’emblema del coraggio italiano nel mondo della cultura”.

È lei per sempre sostenitrice dell’amore che lega alla propria terra, quell’amore che mai sarà rinnegato dai nostri connazionali.