Risale al 22 maggio 1898 il Regio Decreto n. 186 con cui fu concessa a Messina la Medaglia d’Oro di Città Benemerita del Risorgimento nazionale.

Unitamente al capoluogo peloritano, nella stessa data venivano decorati i gonfaloni di altre nove città: Milano, Como, Brescia, Roma, Torino, Palermo, Catania e Perugia.
La motivazione del conferimento, nel cinquantesimo anniversario dello Statuto Albertino, sottolinea le “azioni eroiche della cittadinanza messinese nei gloriosi fatti del 1848, che iniziarono il risorgimento nazionale e la conquista dell’Unità”.

Il prestigioso riconoscimento, concesso fino al 1942, consisteva in “una medaglia d’oro dal diametro di 55 mm, con attacco a staffa, appesa ad un nastro di seta alto mm. 37, di colore azzurro e orlato da tre filetti verticali tricolori. Sul recto l’effigie del Re volta a sinistra e contornata dalle parole “UMBERTO I RE D’ITALIA”. VERSO: nel campo, entro un cerchio, lo spazio per il nome della città decorata ed un breve cenno della motivazione; il tutto contornato da una corona formata da un ramo di quercia, a sinistra, e da un ramo di alloro, a destra, legati in basso da un nastro”.

Con l’ascesa al trono di Vittorio Emanuele III nel 1900, le medaglie vennero modificate nel verso recando a partire dal 1906 l’effigie del nuovo sovrano.

In totale risultano essere 27 le città italiane decorate. Per quanto concerne la Sicilia, oltre alle città di Palermo, Catania e Messina, a far data dal 9 marzo 1899 si annovera anche Trapani in ricordo dei fatti del 1848, quando la città di sollevava nell’intento di favorire il buon esito del processo unitario della penisola.

Oggi a Messina una lapide commemorativa sita in via I settembre ricorda l’epopea risorgimentale principiata proprio in riva allo Stretto l’1 settembre 1847, precorrendo le ben più note Cinque giornate di Milano nell’allora Regno Lombardo-Veneto.