Il mondo del lavoro è inevitabilmente e profondamente cambiato, soprattutto per effetto della crisi economica prima e della crisi occupazionale poi che da qualche decennio sta investendo l’Italia. Situazione critica ulteriormente aggravata, nell’ultimo anno e mezzo, dalla pandemia da Coronavirus.

Si tratta di eventi che inevitabilmente hanno inciso negativamente su di un sistema già di per sé precario creando un profondo gap sempre più difficile da colmare.  Tuttavia, è importante sottolineare che il mercato del lavoro è sempre in continua evoluzione. La sua dinamicità è dovuta all’evolversi della società, che costantemente introduce nuove figure professionali creando così nuove opportunità di lavoro.

Alla luce di quanto affermato è fondamentale evidenziare come questi risvolti ed evoluzioni incidano anche sul singolo studente nella scelta della formazione accademica.

In passato, l’iscrizione alla facoltà da frequentare era soprattutto legata alle proprie passioni e/o attitudini. Ci si sentiva più soddisfatti e appagati in quanto lo studio e la formazione, con tutte le sue difficoltà, era funzionali al lavoro a cui si aspirava. Oggi, questa realtà è sempre più rara. Ci si chiede spesso se valga la pena investire in termini economici, di tempo e sacrifici in qualcosa che, in un certo qual modo, non garantisce una possibilità effettiva di impiego. Per questa ragione, sempre più studenti, bilanciando esigenze reali e desideri, optano per facoltà che assicurano, a pochi mesi dal conseguimento del titolo, reali possibilità di lavoro.

Ma quali sono queste facoltà che garantiscono, a pochi mesi dal conseguimento della laurea, una effettiva possibilità di occupazione?

Secondo un’indagine condotta da Almalaurea, e pubblicata lo scorso anno, tra le facoltà che maggiormente garantiscono un elevato tasso occupazionale, a pochi mesi dal conseguimento del titolo di laurea, sono le facoltà che rientrano nella STEM – Matematica, Fisica, Scienze e tecnologie informatiche. Si tratta di percorsi di studi che presentano numerosi sbocchi lavorativi, non solo nei settori specifici di riferimento, ma anche in ambiti quali l’insegnamento nei vari gradi di istruzione. Anzi, con riguardo a quest’ultima tipologia di lavoro, il titolo di laurea afferisce a classi di concorso che necessitano costantemente di insegnanti.

Anche la facoltà di Ingegneria, in ogni sua ramificazione, garantisce il conseguimento di un titolo accademico che consentirà di riuscire ad ottenere un’occupazione a pochi mesi dalla laurea. In particolar modo, si ritiene che tra le facoltà che maggiormente assicurano sbocchi lavorativi vi siano: a il corso di laurea in Ingegneria biomedica; il corso di laurea in Ingegneria gestionale e il corso di laurea in Ingegneria informatica.

Da qualche da almeno un decennio, tra le facoltà in grado di assicurare un lavoro quasi immediato vi sono Scienze della formazione e Scienze dell’educazione. Anzi, si ritiene che il conseguimento di questo titolo favorisca l’occupazione di circa l’80% degli ex studenti a pochi mesi dalla discussione della tesi. Questo percorso è molto ricercato sia negli atenei tradizionali che nelle università telematiche che consentono di seguire i corsi anche a distanza, come l’Università telematica Niccolò Cusano.

Infine, sono da tener conto le facoltà ad indirizzo Sanitario e corsi come Fisioterapia, Ostetricia, Infermieristica, Medicina dello Sport. Questi percorsi, di durata triennale, sono strutturati affinché lo studente, al termine degli studi, sia pronto per accedere subito al mondo del lavoro. Infatti, spesso i laureati riescono a trovare occupazione nel giro di qualche mese dal conseguimento del titolo.