Dritta o storta, per un siciliano indossarla è quasi un istinto naturale dell’essere.

Un riflesso incondizionato della personalità, tanto più che a seconda degli abbinamenti può conferire un’immagine di eleganza o di praticità, non venendo mai meno alla sua funzione principale: coprire la testa, ancor meglio se con gusto in versione old style.

In velluto, lino, lana o cotone, e persino in tweed nei motivi del tartan scozzese; a lisca di pesce o a quadri Principe di Galles; a spicchi o piatta, la coppola è un indumento che si è affermato lungo il corso dei secoli.

Più noto a certe latitudini con il nome di flat-cap (berretto piatto), questo copricapo anglosassone giunse in Sicilia all’inizio del XIX secolo. Con tutta probabilità si diffuse tra la popolazione durante il “Decennio inglese”, quando nel tentativo di arrestare l’avanzata napoleonica nel Mediterraneo l’Isola venne occupata dalle redcoats, e con loro da numerosi gentlemen d’oltremanica in cerca di nuovi investimenti. Le sue origini sono però assai più remote e risalgono addirittura al XVI secolo, al momento in cui nell’Inghilterra dei Tudor, per limitare l’importazione delle manifatture straniere, una legge impose agli uomini di indossare cappelli di lana prodotti esclusivamente in patria. In voga presso tutti i ceti, di lì a poco la notorietà di questo berretto seguì i destini dell’impero britannico, raggiungendo i quattro angoli della Terra ma rimanendo fedele alla sua vocazione prevalentemente insulare: oltre che in Inghilterra, Irlanda e Sicilia, l’uso della coppola è infatti diffuso in Corsica e Sardegna. Celebrato nella moda e nel cinema come accessorio particolarmente connotativo, pur perdendo nel tempo parte della sua funzione originaria, questo copricapo è divenuto sempre più complementare all’outfit maschile, ma anche femminile, finendo per essere riproposto dai maggiori stilisti nelle più diverse nuances di colore e modelli e riscuotendo un enorme successo tra aficionados del calibro di Brad Pitt e Leonardo Di Caprio.

Richiestissimo poi dai reali inglesi, a Savile Row si può trovare in tutte le declinazioni e a costi praticamente inaccessibili.

Composto di due parti, la visiera e la corona foderata che si congiunge alla prima tramite un bottone o una cucitura, in materia non sfuggono le varianti utilizzate per il gioco del golf (Golf-cap), per l’automobilismo sportivo (Driver’s –cap) e per la caccia; o quelle del segmento più popolare dei fornai (Baker-boy-cap) e degli strilloni delle epoche passate (Newsboy-cap). Superati alcuni stereotipi di fine secolo, oggi questo copricapo made in Sicily è tornato finalmente ad essere elemento indiscusso di stile e tradizione, anche tra i più giovani.

Per favore però, non chiamatelo cappello!
La coppola è il berretto più iconico al mondo!!