Il 17 giugno 2020, si è celebrata la giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, fenomeni che hanno impatti e conseguenze drammatiche su vaste aree del nostro Pianeta.

A Floresta con Webinar in diretta dal sito di www.unime.it

Il fenomeno della desertificazione e della siccità è una delle piaghe più preoccupanti per la nostra sopravvivenza sulla terra; a causa di cambiamenti climatici ed eccessivo sfruttamento del suolo – secondo studi compiuti dagli esperti che lavorano alla convenzione per la lotta alla desertificazione, commissione istituita a Parigi il 17 giugno 1994 – almeno il 40% del suolo terrestre è a rischio desertificazione.
La desertificazione comporta la perdita di fertilità che sottrae i terreni coltivabili alle comunità che abitano queste aree, per la maggior parte aride e semi-aride. È un fenomeno dirompente perché sconvolge l’intero ecosistema che consente la rifertilizzazione naturale del suolo.
Nelle aree desertiche, infatti, a causa anche delle inferiori precipitazioni, il terreno si inaridisce e gli organismi, fondamentali per la rigenerazione dell’humus, muoiono eliminando la possibilità di ricreare le sostanze nutritive necessarie alla biodiversità naturale.
Il fenomeno, che la giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità vuole portare all’attenzione di tutti noi, riguarda per lo più l’Africa e la zona a sud del Sahara, ma in realtà ha effetti in tutto il Pianeta con circa 12 milioni di ettari di terreno coltivabile persi ogni anno.
Anche l’Italia non è al sicuro dal fenomeno delle desertificazione: uno studio del Cnr afferma infatti che la Sicilia è la regione italiana più esposta al fenomeno con il 70% dei terreni fertili in pericolo, seguita dal Molise (58%) e dalla Puglia (57%).
Un rischio concreto per le coltivazioni agricole italiane che riguarda, secondo quanto riporta la Coldiretti, più del 20% delle coltivazioni italiane.
Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità
La giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità fu istituita nel 1995 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, governi e organizzazioni pubbliche e private sulla responsabilità collettiva nell’utilizzo sostenibile dell’acqua per prevenire la desertificazione e la siccità.
Si scelse il 17 giugno per celebrare la giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità – attraverso la risoluzione A/RES/49/115 – seguendo l’adozione, avvenuta a Parigi nello stesso giorno ma un anno prima, della convenzione per la lotta alla desertificazione (Unccd – United Nations Convention to Combat Desertification), ratificata da 200 Paesi.
L’obiettivo della convenzione è quello di trovare soluzioni per la mitigazione degli effetti della siccità attraverso attività di cooperazione internazionale e accordi di partenariato nei paesi più colpiti, che trovano sbocco in progetti per il miglioramento della produttività del suolo e la gestione sostenibile delle risorse del territorio e dell’acqua.
Anche in Italia, attraverso il Ministero dell’Ambiente, si è avuta la partecipazione alla celebrazione della giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, supportando e promuovendo il tema 2020 proposto dal Segretariato della Unccd: Food. Feed. Fibre. Sustainable production and consumption. Cibo, alimentazione, fibre, produzione e consumo sostenibili, slogan che vuole sottolineare i legami tra territorio, suolo, biodiversità, produzioni e consumi non sostenibili: perché oggi non è possibile dissociare progetti e iniziative per la produzione di cibo sostenibile e per un’agricoltura attenta alle risorse naturali dalla tutela dell’ambiente.(Qui il link degli eventi nel Mondo nel 2020 https://www.unccd.int/actions17-june-desertific…/2020-events).

Azione contro la Fame lancia un appello legato all’emergenza-Sahel

In questo vasto territorio situato nell’Africa sub-sahariana entra nel vivo la stagione della fame: un periodo di scarsità che si ripete ogni anno, tra giugno e settembre, in una delle regioni più soggette ai cambiamenti climatici.
Qui la siccità ha già messo a dura prova (in particolare nel 2011, nel 2014 e nel 2017) le sorti di una popolazione che dipende, per lo più, dall’agricoltura e dall’allevamento.
Così, proprio in questo periodo, mentre il Sahara avanza di cinque metri ogni anno, le riserve alimentari che dipendono dai raccolti vanno esaurendosi e la contrazione dell’offerta genera, inevitabilmente, un significativo aumento dei prezzi.
La mancanza di pascoli adeguati, anch’essi colpiti dalla siccità, rende inoltre difficile la sopravvivenza del bestiame.
La pandemia, alla luce di quanto sta già accadendo nel Sahel sul versante della desertificazione e della siccità, rappresenta solo una ulteriore emergenza, che aggraverà le criticità pregresse.
I pastori, del resto, a causa dei provvedimenti di lockdown, non saranno in grado di effettuare la transumanza stagionale. I sistemi sanitari, inoltre, saranno ulteriormente sotto scacco (0,5 medici ogni 1.000 abitanti nella regione), in un’area in cui sono presenti 2,5 milioni di sfollati interni e rifugiati (Unhcr).
Per questa ragione, il network internazionale di Azione contro la Fame, insieme con altre organizzazioni umanitarie, ha lanciato nella giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità un appello alla comunità internazionale.

Acqua nelle nostre mani

Le iniziative di sensibilizzazione in questa giornata hanno compreso anche Acqua nelle nostre mani, promossa da Finish per sensibilizzare all’adozione di nuovi modelli di comportamento e nuove abitudini di consumo, che puntino alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente, in particolare dell’acqua.
Il progetto prende ufficialmente il via in occasione della giornata per la lotta alla desertificazione e la siccità in collaborazione con il Future Food Institute, realtà di eccellenza nel panorama italiano sui temi dell’innovazione agroalimentare.
Tra gli obiettivi da raggiungere c’è la salvaguardia delle risorse idriche in campo agroalimentare, settore nel quale l’acqua è un elemento fondamentale e ha elevati impatti, con un consumo di circa il 60% dell’intera domanda annuale del nostro Paese. (fonte greenplanner.it)

Nel video la registrazione del webinar del 17 giugno 2020 da Floresta su piattaforma UniMe.it