Grazie ai ricercatori di Simenza, incrociando i dati delle pubblicazioni di De Cillis, Vivona e Perrino, è stata ricostruita la geolocalizzazione delle diverse varietà di grani antichi siciliani.  

“Il rinnovato interesse per diverse varietà locali di frumento duro e tenero note come “grani antichi” e la possibilità di iscrivere queste popolazioni al Registro Nazionale delle varietà da conservazione delle specie agrarie e delle specie ortive sta permettendo, sia pur con molte difficoltà, di poter realizzare delle filiere che si contraddistinguono per l’attenzione alla sicurezza alimentare e alla sostenibilità ambientale.

In assenza di una definizione univoca, all’interno di Simenza, identifichiamo come ‘grani antichi’, le popolazioni dinamiche di frumento con origine storica, identità distinta, assenza di miglioramento genetico tramite incrocio. In prevalenza si tratta di piante adattate localmente, con l’ausilio di sistemi agricoli tradizionali (anch’essi tuttora privi di definizione univoca), caratterizzate da taglia più alta e glutine meno tenace rispetto alle varietà moderne.

Nei primi anni del ‘900, queste popolazioni locali frutto del lavoro di selezione da parte degli agricoltori, hanno ceduto progressivamente il passo a varietà migliorate geneticamente in grado di valorizzare gli input ausiliari, soprattutto fertilizzanti e fitofarmaci di sintesi, che hanno portato a un notevole incremento produttivo e al soddisfacimento di requisiti propri delle moderne industrie di trasformazione.

Di contro, le varietà moderne hanno sicuramente un impatto ambientale più pronunciato e delle ricadute sulla salute umana che, seppur controverse, stanno emergendo in tutta la loro significatività.

Nel 1927 in Italia esistevano 291 varietà di frumento, 98 delle quali erano ampiamente coltivate; poco più di quarant’anni dopo ne erano già scomparse 250.

In Sicilia, grazie al lavoro delle Università, degli enti di ricerca e di agricoltori ‘custodi’, è stato conservato e recuperato il germoplasma di una cinquantina di popolazioni di frumento, duro e tenero, che rappresentano parte del patrimonio della biodiversità cerealicola disponibile fino alla metà del secolo scorso. Questi genotipi, pur producendo meno, presentano alcune pregevoli caratteristiche di rusticità, resistenza alle avversità biotiche e abiotiche e qualità nutrizionale e organolettica della granella.

Contemporaneamente si è cercato di geolocalizzare queste varietà distinguendone le aree vocazionali, tenendo conto delle indicazioni che ci hanno lasciato alcuni dei principali studiosi che si sono occupati della materia: Antonio Vivona (La distribuzione geografica dei frumenti coltivati in Sicilia e loro reciproca posizione nella lotta per la conquista delle superfici, 1934) Ugo De Cillis, (I Frumenti siciliani,1942), Pietro Perrino e Karl Hammer (Sicilian wheat varietes,1983).

Intersecando le informazioni riportate in queste tre pubblicazioni è stato possibile ricostruire la mappa riportata in basso, che è inserita in un poster dal titolo ‘Old Sicilian wheat landraces  as a tool to optimize organic and low-input farming systems’ di P. Guarnaccia, S. Blangiforti, U. Anastasi, P. Caruso, presentato in occasione dell’Expo tenutasi a Milano nel 2015.

Aree di coltivazione dei grani antichi in Sicilia (Guarnaccia et al., 2015) – (1): A. Vivona, 1934. La distribuzione geografica dei frumenti coltivati in Sicilia e loro reciproca posizione nella lotta per la conquista delle superfici. Italia Agricola. (2): U. De Cillis, 1942. I Frumenti siciliani. De Cillis U., 1942. I frumenti siciliani. Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, Pubblicazione n. 9. (3): P. Perrino e K. Hammer. 1983. Sicilian wheat varietes. Die Kulturpflanze. June 1983.

Queste informazioni potrebbero essere di grande aiuto per coloro i quali si accingono a redigere la richiesta per iscrivere le varietà al registro e possono fornire delle indicazioni agronomiche circa le varietà da utilizzare nelle diverse aree pedoclimatiche.

E’ indubbio che ognuna di queste varietà si è adattata con il tempo nelle diverse zone e che è sconsigliabile il tentativo di forzarne l’inserimento in contesti agronomici diversi.

Ricordiamo inoltre che la legislazione impedisce la coltivazione dei frumenti antichi siciliani al di fuori dell’ambito regionale”.(fonte simenza.it – autore Dr. Paolo Caruso – Direttore tecnico Associazione Simenza)

Nel video di Francesco Cancellieri girato 6 anni or sono (per l’Associazione Centro Educazione Ambientale (CEA) Messina onlus):   il tema dei Grani Antichi era trattato anche per le tradizioni messinesi della Focaccia!