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Venerdì 18 ottobre 2013 nel Salone degli Specchi della Provincia di Messina, si è tenuto, organizzato dall’AMMI Sez. di Messina l’incontro sul tema della “Biodiversità per costruire il futuro:tradizione, integrazione, sviluppo culturale ed economico, salvaguardia degli ecosistemi naturali, genetici e biologicicon gli interventi introduttivi del Presidente AMMI Messina, dott.ssa Ileana Rotondo Padovano ed i saluti del presidente dell’Ordine dei Medici dott. Giacomo Caudo, della Referente per l’Educazione Ambientale di Arpa Sicilia ST Messina prof.ssa Domenica Lucchesi, della Presidente Fidapa Messina Susy Pergolizzi e della Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Messina dott.ssa Rita La Paglia.

Molto seguiti e partecipati gli interventi del Dott. Rosario Gugliotta – Fiduciario Slowfood Valdemone con una comunicazione su :”Biodiversità e Cibo”, del Prof. Giovanni Tringali – Direttore Scientifico IRMA (Acireale) su “I disturbi Alimentari, patologia sociale della modernità:dalla diagnosi alla prevenzione” e del Prof. Vincenzo Piccione – Università di Catania che ha illustrato: Biodiversità e Cambiamenti Climatici.
Il dibattito moderato dall’Ing. Francesco Cancellieri – Portavoce Coordinamento Azioni Ambientali di Messina – C.A.A.M. è stato intenso con gli interventi del pubblico qualificato, con i professori Arcoraci e Ciraolo che ha molto apprezzato i riferimenti dei relatori alle eccellenze della Biodiversità ed in particolare per i Suini Neri dei Nebrodi, anche chiamati suino Nero Siciliano o suino Nero delle Madonie, una razza autoctona italiana di maiale presente nei territori di San Fratello e Cesarò, in provincia di Messina, ma che si è diffusa sia sui monti Nebrodi (nel contesto del Parco regionale dei Nebrodi) che sulle Madonie, veri esempi di Biodiversità con caratteristiche uniche quali alimenti ricchi di acidi grassi essenziali (AGE).

LOGO AMMI

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In conclusione la Presidente dott.ssa Ileana Rotondo che si è felicitata per l’andamento dell’incontro che in tutta Italia ha visto nelle sezioni AMMI conferenze aperte alla popolazione sul Tema oggetto della Giornata AMMI 2013.
Pillole di Biodiversità:
Per biodiversità si intende la varietà di specie, habitat e paesaggi, ma anche di processi vitali negli ecosistemi. È il presupposto basilare per l’equilibrio nella natura e di conseguenza per la sopravvivenza dell’uomo. Si può distinguere tra:
–Variabilità genetica, ovvero variazioni significative entro o tra le popolazioni di una specie;
— Ricchezza di specie, ovvero numero di specie diverse in una determinata zona;
–Varietà di habitat, ovvero ricchezza di ambienti in un paesaggio.
Il significato della biodiversità per l’uomo è oggetto di attive discussioni. Dalla ricchezza degli ambienti naturali e dalla varietà floro-faunistica dipende il funzionamento delle diverse catene alimentari negli ecosistemi, il potenziale rigenerativo della natura stessa, la protezione dei suoli dall’erosione oltre che la bellezza dei paesaggi. Misure per la conservazione e la tutela della biodiversità dovrebbero essere implicite di ogni azione dell’uomo e di tutte le culture. La necessità di tutela viene sottolineata tra l’altro dai seguenti trend:
Riduzione delle specie floristiche e faunistiche:
Le popolazioni di molte specie sono, nonostante gli sforzi nel campo della conservazione della natura compiuti negli ultimi anni, in continuo regresso. Attualmente anche il numero di specie prima largamente diffuse come il Beccafico o l’Allodola è in diminuzione. In Europa metà delle specie di mammiferi e un terzo delle specie di rettili, pesci e uccelli sono in pericolo di estinzione. Le specie vegetali a rischio sono invece 3000, 27 delle quali in via di estinzione.
Diminuzione degli ambienti naturali ad elevato valore biologico:
Il regresso del numero di specie è direttamente correlato al regresso di habitat naturali e seminaturali. In Europa ad esempio gli ecosistemi fluviali e di foce risultano molto degradati. Ambienti ad elevato valore biologico come torbiere, brughiere o steppe occupano ormai una superficie molto ridotta rispetto a quella originaria. Si presume che la riduzione sia del 60-90 percento, a seconda dello stato membro considerato. Le dune in Italia hanno subito dall’inizio del secolo una riduzione del 75 percento.
Abbandono delle forme tradizionali di agricoltura e pastorizia nelle aree marginali:
L’utilizzo estensivo e tradizionale del suolo va scomparendo e assieme a questo anche gli habitat particolarmente pregiati dei paesaggi rurali, come i frutteti radi, i querceti, i castagneti, i prati umidi e dai profili irregolari, i prati montani da fieno o i prati semiaridi.
Intensificazione delle attività umane su estese superfici:
Altri fattori di scomparsa e frammentazione degli ambienti naturali possono essere le attività agricole condotte nelle aree a maggiore fertilità, la selvicoltura, lo sviluppo di insediamenti, l’economia energetica e la costruzione di infrastrutture.