Nel video il dott. Franco Andaloro, Dirigente di Ricerca e Dirigente Sedi Territoriali SZN della Sicilia a
colloquio con l’ing. Francesco Cancellieri, Presidente Associazione Centro Educazione Ambientale (CEA) Messina onlus

Per saperne di più:

La Stazione Zoologica Anton Dohrn (SZN) di Napoli è stata fondata nel 1872 dallo scienziato tedesco Anton Dohrn. Oggi è un ente pubblico di ricerca, vigilato dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca. La Stazione Zoologica è tra i più importanti enti di ricerca al mondo nei settori della biologia marina e dell’ecologia.

Fondata con la missione di promuovere la ricerca di base, ospitando scienziati che avevano bisogno di organismi marini per i loro studi, è ora basata sulla ricerca svolta dal proprio personale. La missione
della Stazione Zoologica è la ricerca sui processi fondamentali della biologia, con specifico riferimento agli organismi marini e alla loro biodiversità, in stretto legame con lo studio della loro evoluzione e
della dinamica degli ecosistemi marini, attraverso un approccio integrato e interdisciplinare. Lo studio delle applicazioni biotecnologiche conseguenti è parte della missione dell’Ente.
La Stazione Zoologica offre anche l’accesso agli organismi marini per la comunità scientifica internazionale e corsi di alta formazione nell’ambito della sua missione.

Dal 1° Maggio 2011 la Stazione Zoologica risponde ad uno Statuto che ha permesso la costituzione di un’attiva comunità scientifica nazionale di riferimento.
La fondazione della Stazione Zoologica è datata marzo 1872. Anton Dohrn, il fondatore e primo direttore, era nato a Stettino, in Pomerania, oggi parte della Polonia, nel 1840, da una famiglia della
buona borghesia. Dohrn studiò zoologia e medicina in varie università tedesche, ma senza molto entusiasmo. I suoi ideali cambiarono nell’estate del 1862 quando giunse a Jena e vi incontrò Ernst Haeckel che lo introdusse alle opere e alle teorie di Charles Darwin.
Dohrn divenne un fervente difensore della teoria di Darwin della “discendenza con modificazione”, la teoria dell’evoluzione per selezione naturale. Decise allora di dedicare la sua vita alla raccolta di fatti e di idee a sostegno del darwinismo, e questo divenne il punto di inizio di una avventura durata tutta la vita.
Durante la sua carriera universitaria trascorse periodi di ricerca sulla riva del mare: a Helgoland, ad Amburgo, a Millport in Scozia e a Messina. Qui prese corpo il progetto di coprire il globo con una rete
di stazioni di ricerca biologica, analoghe alle stazioni ferroviarie, dove gli scienziati avrebbero potuto fermarsi, raccogliere il materiale, realizzare osservazioni ed esperimenti, prima di spostarsi
alla stazione successiva.
La possibilità di utilizzare gli organismi marini per gli studi di sistematica, fisiologia e morfologia, oltre che per il loro eventuale interesse economico, aveva portato molti biologi ed istituzioni accademiche a cercare di stabilire delle strutture di ricerca sulle rive del mare. Il primo laboratorio marino in ordine di tempo fu fondato nel 1843 a Ostenda. In Francia il primo laboratorio sulle rive del mare fu fondato durante gli anni ’50 a Concarneau, sulla costa meridionale della Bretagna. Un laboratorio francese fu fondato a Wimereux, a Roscoff nel 1873, e un altro laboratorio fu fondato nel 1881 a Banyuls-sur-mer sulle coste del Mediterraneo. Negli Stati Uniti le tappe furono sostanzialmente analoghe, a indicazione dell’esistenza di un bisogno diffuso per questo tipo di istituzioni.
Nel 1873 Louis Agassiz fonda la Anderson School of Natural History, a Pekinese Island, nel 1878 la Johns Hopkins University fonda il Chesapeake Zoological Laboratory, nel 1888 viene fondato a Woods Hole il Marine Biological Laboratory e nel 1892 sulla costa ovest, la Hopkins Marine Station in California.
Tutti questi istituti marini erano comunque strutture “sul campo” collegate a istituti di ricerca o università, non strutture indipendenti capaci di ospitare differenti ricercatori e una varietà di progetti. Inoltre, le istituzioni marine americane e francesi avevano principalmente finalità didattiche, anche se nel periodo estivo ospitavano attività di ricerca, mentre la Stazione Zoologica di Napoli, come i laboratori di Trieste e Sebastopoli, erano destinate esclusivamente alla ricerca e all’insegnamento avanzato.
Confrontandosi con molte difficoltà, Dohrn cominciò a fantasticare sulla possibilità per i biologi marini di arrivare al mare e trovare un tavolo di lavoro già pronto, con un laboratorio, servizi, prodotti chimici, riviste e libri e le informazioni di dove e quando certe specie potevano essere trovate, insieme ad informazioni utili sulle condizioni locali del mare, dei fondali, delle coste. Dohrn, dopo aver
tentato di realizzare il suo progetto a Messina, decise che Napoli sarebbe stato il posto ideale per la sua Stazione. La scelta di questa città era dovuta alla grande ricchezza biologica del mar Mediterraneo
ed anche alla possibilità di sviluppare un istituto di ricerca di grande importanza internazionale in una città essa stessa a vocazione internazionale e di grandi dimensioni. Dopo una visita all’acquario di
Berlino, che era stato appena aperto, egli aveva pensato che un acquario pubblico avrebbe potuto guadagnare abbastanza da pagare un assistente permanente per i laboratori. Napoli, con i suoi 500.000 abitanti era una delle città europee più grandi e più attrattive, con un notevole afflusso di turisti (30.000 per anno), potenziali visitatori dell’acquario.
Mettendo insieme immaginazione, forza di volontà, abilità diplomatica ed una buona dose di fortuna, grazie al sostegno amichevole di scienziati, artisti e musicisti, Anton Dohrn superò dubbi, ignoranza
ed incomprensioni e riuscì a persuadere le autorità comunali di cedergli, a titolo gratuito, un pezzo di terreno sulla riva del mare, nella bella Villa Comunale, allora Parco Reale. Da parte sua promise di costruire la Stazione Zoologica a sue spese. Dohrn sapeva esattamente cosa voleva e come, e preparò lui stesso i progetti per la costruzione. Le fondazioni furono poste nel marzo 1872 e nel settembre 1873 l’edificio era terminato. Dopo il primo edificio, attualmente la parte centrale, un secondo edificio, collegato al primo da un ponte, fu aggiunto nel 1885-1888, mentre il cortile e la parte occidentale vennero costruiti nel 1905. Solo cinquanta anni dopo, la biblioteca sarà inserita tra il primo e il secondo edificio.
L’acquario pubblico, che copre una superficie di 527 mq, fu aperto il 26 gennaio 1874 e rimane ancora oggi unico, in quanto è cambiato molto poco dopo la sua creazione, è il più antico acquario del XIX secolo ancora in attività ed il solo esclusivamente dedicato alla fauna e flora del Mediterraneo. Esso fu costruito sotto la supervisione di William Alford Lloyd, un ingegnere inglese che aveva contribuito al progetto degli acquari pubblici di Amburgo e di Londra.
L’inaugurazione ufficiale della Stazione Zoologica ebbe luogo il 14 aprile 1875 e nel dicembre dello stesso anno fu firmato il contratto fra Anton Dohrn e la Città di Napoli, rappresentata dal sindaco, il senatore Antonio Winspeare.
Una delle caratteristiche che era alla base del successo della istituzione era la notevole agilità e flessibilità della sua struttura. Si trattava di una istituzione internazionale per natura, fondata da un tedesco, gestita come un’impresa familiare e organizzata secondo il modello accademico tedesco, ma localizzata in Italia, con una grande apertura ai contributi finanziari e scientifici di ogni paese e istituzione.
L’idea di una struttura agile, flessibile, piccola ma piena di coraggio e di spirito di iniziativa, costituisce lo “spirito” costante della Stazione, dalle sue origini ad oggi.
Allo scopo di promuovere la natura internazionale della Stazione e per garantire la sua indipendenza economica, e quindi politica, e la libertà della ricerca, Dohrn introdusse una serie di misure innovative
per finanziare il suo progetto, in primo luogo l’affitto di spazi di lavoro e di ricerca (“tavoli di ricerca”): per un montante annuale il partner contrattuale (università, governi, istituzioni scientifiche, fondazioni private, anche persone singole) potevano finanziare il soggiorno a Napoli per un anno di uno scienziato, che vi avrebbe trovato tutto quello di cui avrebbe avuto bisogno per realizzare il suo progetto di ricerca (spazio in un laboratorio, animali, una biblioteca eccezionale e l’aiuto esperto di una struttura tecnica), “senza condizioni”, nel senso che i ricercatori erano completamente liberi di perseguire i propri progetti e le proprie idee.
Dohrn iniziò anche, come ulteriore fonte di entrate, a inviare campioni e preparati biologici. Grazie alla forza di invenzione e alla abilità di un altro napoletano, Salvatore Lo Bianco, che era entrato al servizio della Stazione all’età di 14 anni. I metodi di conservazione degli organismi marini furono migliorati a tal punto che la Stazione Zoologica divenne rapidamente celebre per la bellezza e la perfezione tecnica delle sue collezioni di animali marini conservati.
Campioni e collezioni furono venduti a musei, università, scuole e privati. Lo Bianco divenne anche un sistematico di valore e molti ospiti della Stazione hanno riconosciuto nelle loro pubblicazioni il suo importante contributo alla ricerca.
Convinto che la disponibilità di tutte le principali fonti stampate fosse una necessità per la ricerca di punta, Anton Dohrn donò la sua importante biblioteca alla Stazione Zoologica e richiese donazioni agli editori scientifici, accademie e agli scienziati, come Darwin, Huxley, Virchow. Complessivamente, le collezioni bibliografiche della Stazione divennero rapidamente uno strumento senza pari per la ricerca
bibliografica ed in effetti molti scienziati si sono talvolta recati a Napoli nell’esclusivo scopo di avere accesso alla biblioteca, ancora oggi senza pari in Europa.
La Stazione offriva ai suoi ospiti anche i migliori strumenti scientifici disponibili, acquisiti tramite donazioni o a prezzi particolarmente di favore.
Così, gli ultimi modelli di microscopi della Zeiss erano sistematicamente testati e resi disponibili a Napoli e Ernst Abbe,
matematico, fisico e partner della Zeiss, uno degli amici più stretti di Dohrn, permise l’acquisto di microscopi ed altri apparati ottici con una sostanziale riduzione. In cambio, i ricercatori della Stazione
suggerivano i modi per migliorare gli strumenti e rendevano nota la Zeiss alla comunità scientifica internazionale. Microtomi, metodi di sezionamento e di colorazione erano egualmente testati e migliorati dagli assistenti e dagli ospiti della Stazione, mantenendo in questo modo l’elevato livello tecnico dei metodi e degli strumenti messi a disposizione dei ricercatori.