“le cose tutte quante hanno ordine tra loro, e questo è forma che l’universo a Dio fa somigliante

(Paradiso, I, 103-105)

Il 25 Marzo, data che gli studiosi individuano come inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia, si celebra per la prima volta il #Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri recentemente istituita dal Governo.

Il sommo Poeta è il simbolo della cultura e della lingua italiana, ricordarlo è un modo per unire ancora di più il Paese in questo momento difficile, condividendo versi dal fascino senza tempo.
Per noi è interessante valutare il rapporto tra Dante e l’Ambiente. Nel volume “Dante e l’Ambiente” della Regione Veneto si può ben credere che se il grande Dante avesse in sorte di poterci vedere, noi del ventunesimo secolo, presi come siamo nel vortice di una vita resa convulsa dalle mille urgenze quotidiane, non mancherebbe di apostrofarci come “Anime affamate”. Ma non c’è solo il Dante della Divina Commedia. C’è anche l’Autore che prima e meglio di tanti altri ha saputo cogliere l’importanza, per l’uomo, dell’ambiente.
Perciò, continuando il percorso tra le espressioni artistiche, culturali e filosofiche che hanno dato forma nel corso del tempo al pensiero sulla natura, si è dedicato e il secondo volume della collana PANTA REI a Dante Alighieri come voce significativa della cultura Italiana ed Europea da parte di ARPAV.
Con il proprio contributo il Comitato di Verona della Società Dante Alighieri ha proposto uno studio originalissimo, non solo del poeta e dell’uomo dalla cultura enciclopedica, ma in particolare dell’uomo di scienza. L’analisi delle opere minori ha infatti messo in luce la sua capacità di sintesi di un immenso patrimonio di informazioni che, a cavallo tra medioevo e rinascimento, provenivano da conoscenze scientifiche antiche e da tradizioni anche al di fuori dell’Europa.
L’attenzione di Dante per l’ambiente si esplicita nell’interesse per l’astronomia, la geografia, lo studio del cosmo e nel contempo per l’osservazione degli elementi naturali come i minerali, la distribuzione dell’acqua nel territorio, gli animali. Tuttavia l’elemento centrale di studio rimane l’uomo in quanto soggetto chiamato ad agire nei confronti delle risorse naturali a beneficio della società.
Sebbene Dante sia lontano dal concetto moderno di metodo scientifico, inteso come la verifica di fatti tramite la sperimentazione, i messaggi essenziali dati come uomo di scienza appaiono di straordinaria attualità.
L’approccio alla natura, appreso durante i suoi anni di formazione presso l’ordine dei Francescani, consiste nella sorpresa e nella meraviglia che scaturiscono dall’osservazione della realtà, ma Dante va oltre: questi sentimenti stanno alla base della disposizione d’animo corretta per chiunque sia desideroso di imparare.
I termini guardare, ascoltare, ricercare “con amoroso uso di sapienza”, sono più che mai in linea con gli attuali orientamenti dell’educazione allo sviluppo sostenibile, almeno quanto considerare l’emozione un elemento in grado di favorire l’apprendimento e di intervenire sui comportamenti.
L’osservazione dell’ambiente porta ad un primo livello di consapevolezza: i particolari e gli elementi minimi animati e inanimati costituiscono un insieme, “un corpo”che funziona in base ad un proprio ordine regolato da un’intelligenza che lo rende funzionale, armonico ed estetico. Ad un livello più profondo l’uomo che apprende e che è consapevole viene inevitabilmente messo di fronte alla necessità dell’utilizzo responsabile delle conoscenze soprattutto nei confronti degli altri uomini e della natura.(fonte
Nel video  il trailer della Giornata dedicata a Dante Alighieri del MIBACT