Cresce il sovra sfruttamento degli stock ittici, che raggiunge l’83% rispetto a una media europea del 42%. Attuata la “Strategia plastica” per disinquinare i mari. ASviS: ora attuare le misure della Strategia per l’ambiente marino.

Il Rapporto ASviS 2019 mostra un andamento altalenante rispetto al Goal 14: si registra, infatti, un miglioramento fino al 2015 seguito da un significativo peggioramento della situazione nel 2016 e nel 2017 causato dal sovra sfruttamento delle risorse ittiche.
Riguardo alla problematica legata all’inquinamento dei mari, in Italia negli ultimi 12 mesi, sono state approvate la Direttiva Ue 2019/904 per la riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente e la Direttiva Ue 2019/883 che ha l’obiettivo di “proteggere l’ambiente marino dagli effetti negativi degli scarichi dei rifiuti delle navi che utilizzano porti situati nel territorio dell’Unione e di garantire nel contempo il buon funzionamento del traffico marittimo migliorando la disponibilità e l’uso di adeguati impianti portuali di raccolta dei rifiuti e il conferimento degli stessi presso tali impianti”. Quest’ultima è stata recepita in Italia dal ministero dell’Ambiente nel Ddl Ac 1939 “Promozione del recupero dei rifiuti in mare e per l’economica circolare”.
Per gli ecosistemi marini, l’ASviS propone che il Governo attui le misure esistenti e quelle nuove comunicate con la Direttiva Quadro europea sulla Strategia per l’ambiente marino. Va portata in approvazione al più presto la Legge “Salvamare” relativa al recupero dei rifiuti in mare e all’economia circolare, valutando nel frattempo misure anche più decisive. In sede Ue, sarà necessario proporre che in ogni accordo di libero scambio siano previste clausole sociali e ambientali allineate agli obiettivi internazionali in tema di biodiversità e protezione degli ecosistemi e all’Agenda 2030.

Nella videointervista il coordinatore del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 14 Gianfranco Bologna