Sempre più famiglie lamentano irregolarità nell’erogazione dell’acqua.
Rapporto ASviS: recuperare gli ecosistemi degradati, recepire il Referendum del 2011 per l’acqua pubblica come bene comune, stop a plastica monouso.

L’efficienza del sistema idrico è uno dei tanti nodi irrisolti italiani.
Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia che nel corso dell’ultimo anno non sono state adottate misure efficaci per diminuire la dispersione della risorsa. Inoltre, nel marzo di quest’anno, la Commissione europea ha deferito nuovamente l’Italia alla Corte di Giustizia per il mancato trattamento adeguato delle acque reflue
urbane.

In Italia, dopo un breve periodo positivo legato alla gestione dell’acqua, dal 2014 è cresciuto il numero di famiglie che denunciano l’inefficienza del sistema.
In generale, il Nord Italia registra prestazioni migliori rispetto al Centro e al Mezzogiorno. Nel corso del 2017 l’Umbria, il Lazio e la Basilicata sono le regioni dove si è registrata la variazione più drastica per irregolarità nell’erogazione dell’acqua e inefficienza della rete di distribuzione dell’acqua potabile.
Restano però Calabria e Sicilia quelle con la situazione più critica: la quota di famiglie che denuncia irregolarità è pari al 36% in entrambe le regioni, lontane dalla media nazionale che si attesta a quota 10%.

La risoluzione Onu sull’acqua ricorda che “l’acqua potabile e per uso igienico, oltre ad essere un diritto di ogni uomo, concerne la dignità della persona, è essenziale al pieno godimento della vita, ed è fondamentale per tutti gli altri diritti umani”. Per questo motivo deve essere garantita a ogni individuo l’accessibilità all’acqua.

A tal fine l’ASviS propone l’approvazione di una legge che recepisca il risultato del referendum del 2011, assicurando che venga sottratto alle leggi del mercato un livello minimo vitale di acqua gratuita da
destinare a tutti. Di pari passo, occorre creare un Fondo internazionale di solidarietà per progetti di cooperazione destinato ai Paesi poveri, approvare la legge in discussione alla Camera su “Gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque”, estendere a tutte le città l’adozione della “Carta per il diritto all’acqua” e ridurre l’uso delle bottiglie di plastica e della plastica monouso

Nel video intervista a Luigi Di Marco, Coordinatore del Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 6