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Il Gruppo SEL alla Camera ha denunciato la presenza di un allegato al Def 2015 (Documento di economia e finanza) in cui è prevista la cifra di 1 miliardo di euro per la riesumazione del progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto, per la precisione 1.287.324.000 euro alla Società Stretto di Messina S.p.a.. Il Governo Monti aveva sospeso l’opera.
“Il Governo non risponde alle nostre domande, dovrebbe correggere immediatamente lo stanziamento di 1 miliardo e 287 milioni di euro iscritto nella tabella 1 (Revoche e reimpieghi di legge obiettivo) per la realizzazione del Ponte sullo Stretto e giustifica il tutto con la mancanza dello stanziamento in tabella 2. Insomma gioca con le tabelle e come potrebbe esssersi sbagliato nello scrivere un dato in una tabella, potrebbe averlo fatto anche nel non iscriverlo in un’altra. Non si tratta di una errata lettura perché la tabella 1 è chiara come il sole e deve correggerla se è vero che il reimpiego di quei soldi non ci sarà più. E in ogni caso deve chiarire che il dossier sulla realizzazione sul Ponte dello Stretto di Messina non sarà più riaperto, considerate le esternazioni in favore dell’opera fatte dal Ministro Lupi in innumerevoli occasioni e riportata in risposte rese recentemente ad interrogazioni rivolte da altri deputati. Il Ministro risponda alla nostra interrogazione immediatamente”. Lo afferma l’onorevole Arturo Scotto, capogruppo deputati di Sinistra Ecologia Libertà.
Al riguardo, riceviamo e pubblichiamo la nota critica dell’associazione Rete TILT, che si associa alla protesta di Legambiente, WWF, Italia Nostra, Fondo Ambiente Italiano (FAI), Associazione Mediterranea per la Natura (MAN):
“Se il Governo Renzi cerca lo scontro su un tema che si sperava fosse stato archiviato, non ci sottrarremo a un nostro dovere, difendere la Sicilia dagli scempi nei confronti dell’ambiente, dalle trivellazioni al Muos e dalle opere non utili come questa. Lupi può star certo che troverà agguerriti i siciliani, i comitati questo ponte sullo Stretto non glielo permetteranno.
Abbiamo bisogno di ferrovie, abbiamo bisogno di reti di comunicazione interne adeguate. Non ce ne facciamo niente di un ponte che collega due parti d’Italia limitate già nella loro circolazione interna. Vogliamo prima discutere sulla penosa viabilità interna siciliana e pure calabrese?
Sulle comunicazioni ferroviarie nel Sud si investe appena per il 2%, in Sicilia quanto? Forse la percentuale ad essa legata riguarda la soppressione e demolizione piuttosto che la costruzione e implementazione. Come è accaduto per il ponte ferroviario della tratta Gela-Niscemi-Caltagirone-Catania. Ponte che ha atteso tre anni pericolante per essere poi demolito senza speranza di ricostruzione e che diventerà certamente oggetto della prima campagna elettorale utile.
Perché il Ministro Lupi non pensa a ricostruire questo ponte, a favorire questo genere di viabilità, ad investire nei territori sprovvisti di congrue e convenienti reti di comunicazione piuttosto che programmare nuovo cemento inutile?”.