#iorestoacasaconlabioarchitettura 

L’arch. Anna Carulli, Presidente Nazionale dell’InBAR – Istituto Nazionale di Bioarchitettura®, Segretaria dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Messina e Presidente della Commissione VincA del Comune di Messina, nel video a colloquio con il Presidente della Associazione Centro Educazione Ambientale (CEA) Messina onlus, ing. Francesco Cancellieri.  

 

D.: Chi è InBAR L’Istituto Nazionale di Bioarchitettura? È vero che avete introdotto in Italia nel 1990, 30 anni fa, la Bioarchitettura® come termine che credo sia un marchio registrato? 

R.: Si infatti è un marchio registrato nel 1990 ed Ugo Sasso ha coniato questo termine definendone le tesi ed i fondamenti.L’Istituto Nazionale di Bioarchitettura®, ente morale senza fini di lucro, che da 30 anni svolge un ruolo determinante per la sensibilizzazione e l’informazione della società e la formazione degli operatori sui temi dell’abitare sano, della riqualificazione del territorio e della riconversione ecologica del settore delle costruzioni. Costituisce punto d’incontro, organismo di riferimento e di raccordo nazionale ed internazionale per il mondo intellettuale e produttivo in settori quali edilizia, urbanistica, geologia, biologia, gestione delle risorse ambientali del territorio e sviluppo sostenibile. Ha sede legale a Roma ed è articolato a livello territoriale in sezioni provinciali (attualmente una quarantina nelle principali città italiane) attive nel promuovere le tesi della Bioarchitettura® nelle diverse realtà locali mediante consulenze a Enti ed Istituzioni Pubbliche e private nonché una intensa attività di:I NFORMAZIONE,FORMAZIONE,CERTIFICAZIONE.

Si definisce Bioarchitettura® l’insieme delle discipline che attuano e presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema ambientale. In una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarietà e da un utilizzo razionale e ottimale delle risorse, la Bioarchitettura® tende alla conciliazione ed integrazione delle attività e deicomportamenti umani con le preesistenze ambientali ed i fenomeni naturali. Ciò al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura. La novità programmatica della Bioarchitettura® non risiede nella specificità delle singole discipline, quanto nelle connessioni capaci di determinare una visione olistica del territorio e della qualità architettonica. Art. 2 dello Statuto

 

D.: Martedì 5 maggio 2020 dalle ore 17:00 alle ore 19:00 in partenza il Progetto Formativo 2020 dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura con l’avvio di una serie di conferenze e corsi online dei Vostri esperti, denominato #iorestoacasaconlabioarchitettura. Di che tipo di progetto si tratta?

R.:Tale iniziativa ha lo scopo di condividere le varie competenze e, specializzazioni presenti all’ interno dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura e, nel contempo formandosi, restando insieme anche a distanza, in cui le esperienze e la storia dei 30°anni dalla costituzione dell’Istituto, possa essere condivisa nella divulgazione e confronto aperto a tutti per conoscere il nostro background prezioso per lanciare la sua azione per il bene della nostra società.

D.: Qual è l’approccio dell’InBAR?

R.:L’approccio culturale che contraddistingue l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura rappresenta una risorsa imprescindibile e identitaria e porta ad attribuire un ruolo centrale all’attività di sensibilizzazione e formazione a professionisti, tecnici, imprese, funzionari e studenti, sui temi dell’ecologia dell’abitare. Altresì la veloce evoluzione tecnica tecnologica in atto a livello mondiale, la grave emergenza sanitaria ci ha introdotti ad crisi economica generalizzata e legata al comparto edilizio e delle costruzioni , il pesante gap culturale che l’Italia vive attualmente su alcuni temi legati al mondo dell’edilizia, le trasformazioni del territorio e della costruzione delle città negli ultimi anni, ci ha spinto a ritenere importante e urgente intraprendere un percorso di aggiornamento del progetto culturale di Inbar; peraltro, i nuovi temi su cui tutti siamo chiamati a confrontarci, derivanti dall’acuirsi della situazione ambientale globale e della sempre minore disponibilità di risorse non rinnovabili, in una situazione demografica completamente diversa rispetto al trentennio precedente e in un’economia globale che annulla i valori fondanti del vivere sociale, ci obbligano a rivisitare metodi e contenuti proposti nel recente passato.

D.: Si parla di identità di INBAR e delle tesi di Ugo Sasso il fondatore, a cosa vi riferite? Ed oggi dopo 30 anni dalla fondazione cosa è cambiato nel messaggio che Inbar vuole dare alla società?

R.:Allo stesso tempo, forte è la volontà e la necessità di mantenere la propria identità culturale, per continuare ad essere punto di riferimento di quell’approccio umanista, poetico e non solo tecnologico, ai temi dell’ “Abitare Sostenibile”, così fortemente indagato e sostenuto da Ugo Sasso, fondatore e padre ispiratore del concetto di Bioarchitettura intesa come “filosofia del vivere e del progettare un’eco-architettura a misura d’uomo, che sia molto più del costruire in modo ecocompatibile e biosostenibile”.

L’approccio innovativo di INBAR, fondato su una visione integrata ed olistica delle relazioni uomo-ambiente naturale, è stato – e rimane ‐ oggi, il fondamento della visione dell’Istituto più forte che mai, base di partenza imprescindibile per affrontare le nuove sfide e tutte le più attuali problematiche legate alla trasformazione del territorio, a qualsiasi livello essa avvenga.

In definitiva sono sicuramente confermati i fondamenti della Bioarchitettura intesa come “visione olistica dell’architettura che obbliga a confrontarsi con la specifica realtà, a scoprire con rinnovata sensibilità la continuità con la storia, le tradizioni, il paesaggio, da affrontare attraverso le nuove consapevolezze della eco sostenibilità e della biocompatibilità”, senza cedimenti in favore delle mutevoli teorie e senza svendere nulla di quella che fu l’intuizione più originale del suo Fondatore: considerare la prospettiva ecologica del fare architettura come una chiave ineludibile per il miglioramento della qualità della vita dell’uomo.

D.: Quindi dopo 30 anni il profilo identitario associativo permane lo stesso?

R.:Si potrebbe senz’altro sostener che il tentativo di ridefinire il profilo identitario associativo prenda le mosse proprio dalla convinzione che il tema del progetto ponga ancora oggi la questione irrisolta di un “nuovo umanesimo” e “rinascita”come cornice squisitamente interdisciplinare per la soluzione del problema ambientale e della qualità dell’abitare.

Tali convinzioni, che nel corso di tre decenni hanno assunto la forma di vere e proprie tesi scientificamente fondate e culturalmente disseminate, sono oggi un patrimonio originale e riconosciuto il quale, a partire delle pionieristiche intuizioni di Ugo SASSO, si è andato via via consolidando in un organico pensiero associativo, di ricerca e di consapevolezza.

D’altra parte, pur rimanendo l’approccio metodologico di ricerca immutato, nuovi temi nuovi scenari si sono affacciati all’orizzonte, sui quali l’Istituto ha il dovere di intervenire e di esprimere l’autorevolezza di pensiero e di espressione.

Temi come: rigenerazione urbana e territoriale, consumo di suolo, smart cities, social housing, paesaggio, autocostruzione, nanotecnologie per l’edilizia sostenibile, resilienza e molti altri ancora, sono entrati a far parte dei modelli culturali, scientifici e formativi di INBAR, arricchendone la visione e l’approccio dell’Istituto.

 D.: lo scorso anno a Messina si è tenuta la Convention nazionale dell’Istituto con grandi ospiti, quale è stato il filo conduttore ed il tema principale?

R.:Sulle importanti tematiche legate all’ambiente, alla Bioarchitettura e alla tutela della salute del cittadino.Qualsiasi intervento umano sull’ambiente, che sia un edificio privato, una strada o una nuova coltura agricola, per quanto limitato, aggiunge o sottrae qualità all’ambiente circostante; ma la qualità complessiva di un determinato ambiente non è mai riducibile alla mera somma delle qualità dei suoi molteplici componenti. Un edificio, tecnicamente perfetto, in ogni dettaglio, può rovinare il paesaggio o essere invivibile, un bellissimo borgo antico può essere costituito da case fuori norma e malandate”.

“Ogni intervento,altera l’ambiente esistente in modi più o meno duraturi, positivi o negativi. Dalle mutate qualità che ne derivano dipende il benessere di chi ci vive ora, ma anche di chi ci vivrà domani; e per cogliere queste qualità occorre partire sempre da una visione olistica ed epistemologicamente fondata sull’esperienza vissuta di chi vi abita, che riconosca all’ambiente la sua natura di biotopo, o di ecosistema, i quali contribuiscono al significato umano della nostra esistenza”.

“I rapidi cambiamenti subiti dall’ambiente, principalmente per fattori antropici, negli ultimi 30 anni, stanno mettendo in evidenza delle criticità, che si potrebbero rivelare catastrofiche sulla possibilità di dare continuità all’esistenza degli esseri umani sul pianeta terra. Negli ultimi tre decenni, infatti, si è manifestato un aumento della patologia neoplastica che ha interessato tutte le età, compresi i bambini, ed in particolare i più piccoli (i tumori nel primo anno di età sono risultati circa 8 volte i casi attesi)”.

 D.:Come presidente nazionale durante la convention ha annunciato che la Commissione “Ambiente e salute” dell’INBAR avrebbe ampliato le operazioni di monitoraggio ambientale sui vari inquinamenti. Di cosa si tratta?

R.:La Commissione “Ambiente e salute” ha presentato il nuovo team di lavoro con molti esperti dell’albo nazionale dell’Istituto, tra cui Silvano Tramonte, presidente della Commissione di Milano, Marco Caserio di Milano, Raffaella Patrone di Genova, Cristiana Rossetti di Verona, Luigi Aronica di Caltanissetta, Piero Sturnioloe Antonio De Domenico, Tommaso Ferrara di Messina.

Quali esperti che in Analisi Geobiofisiche dei Luoghi e Inquinamento Elettromegnetico ed Inquinamento INDOOR – OUTDOOR.

E’ quello di agire per il diritto al benessere e alla salute per le generazioni future sottoposte sempre di più alle nuove influenze ambientali per motivi antropici e naturali, creando un dialogo costruttivo tra Istituzioni, Ordini, Collegi, Associazioni di Settore e di Categoria, che porti al risultato di un migliore stato di salute per le generazioni future, una migliore qualità della vita e del benessere psicofisico dell’individuo all’interno e all’esterno degli spazi costruiti, che dovranno essere opportunamente progettati e realizzati per contrastare le nuove influenze ambientali sia antropiche che naturali.

D.:A conclusione dei lavori della prima giornata, è intervenuto sui temi discussi, il Vicesindaco Salvatore Mondello, elogiando le iniziative dell’Istituto e condividendone le finalità. Nell’ordinanza del 27 aprile 2020 del Comune Messina si pone il “Divieto di sperimentazione e/o istallazione del 5g”, ce ne vuole parlare?

R.:Come architetto ed esperto in Bioarchitettura mi sono sempre occupata di monitoraggio ambientale, inoltre è un tema che l’ISTITUTO NAZIONALE di BIOARCHITETTURA ha da sempre attenzionato e dibattuto con i suoi esperti in diversi progetti nazionali e campagne di monitoraggio in collaborazione con ARPA ed ENEA, per chiarire i riferimenti tecnici e scientifici, per la giusta divulgazione ai cittadini sul tema e sulla tutela alla salute.

L’emergenza sanitaria per il Covid 19 che stiamo vivendo, che ha cambiato brutalmente le nostre vite, ci impone il principio di collaborazione sulla prevenzione per la salute e la qualità di vita del cittadino, temi a noi cari, da noi divulgati nei 30 anni dalla fondazione dell’Istituto.

Molti altri Sindaci hanno già vietato la sperimentazione della tecnologia 5G nel territorio nazionale e le considerazioni nelle motivazioni di alcune ordinanze comunali, si evidenzia che la “nuova tecnologia delle radiofrequenze del 5G” sono del tutto inesplorate, mancando qualsiasi studio preliminare sulla valutazione del rischio sanitario e per l’ecosistema derivante da una massiccia, multipla e cumulativa installazione di milioni di nuove antenne. Queste preoccupazioni sono supportate dal documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (Scheer) della Commissione europea, affermando come il 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche.

Mi sono congratulata con il Sindaco De Luca ed il Vice Sindaco Mondello Assessore al ramo, per la decisione presa, dove si è proceduto secondo un principio di cautela diramato da sempre dall’OMS, che invita alla prudenza proprio perchè non si conoscono gli effetti sulla salute dell’uomo, per cui nella operatività che mi contraddistingue, metto a Sua disposizione le competenze personali e di tutti gli esperti a livello nazionale dell’ ISTITUTO NAZIONALE di BIOARCHITETTURA, con le strumentazioni digitali opportune a supporto delle operazioni di campionatura e misurazione.