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Si sono conclusi gli appuntamenti promossi a Messina per ricordare i legami tra la popolazione russa e quella italiana. Nella Basilica Cattedrale si è tenuto un momento di preghiera commemorativa dei sacerdoti della Chiesa cattolica e di quella ortodossa, alla presenza delle autorità italiane e russe.
A piazza Duomo, si è esibita in concerto la Banda della Flotta del Mar Nero e sono stati consegnati riconoscimenti da parte della Protezione Civile russa al sindaco Buzzanca ed a componenti della Protezione Civile italiana.
Subito dopo le autorità, precedute dalla Banda musicale, si sono recate in corteo nello spazio a verde dinanzi la Capitaneria di Porto, dove si è svolta la cerimonia inaugurale del monumento ai marinai russi che il Centro per la Gloria nazionale di Russia, la Fondazione Sant’Andrea Apostolo di Mosca ed il Fondo internazionale della Cultura slava, hanno deciso di donare alla città di Messina.
Alla inaugurazione del monumento hanno preso parte il presidente delle due Fondazioni, il ministro della Protezione civile e delle Situazioni d’emergenza del Governo di Mosca, Vladimir Yakunin, che è anche a capo delle Ferrovie russe; l’Ambasciatore russo in Italia, Alexei Meshkov, e l’Ambasciatore d’Italia a Mosca, Antonio Zanardi Landi; il contrammiraglio Leonid Sukhanov, vice comandante del quartier generale della Flotta della Marina Russa.
Dopo la scopertura del monumento e la deposizione di due corone d’alloro, il sindaco Buzzanca, ed il presidente della Provincia regionale, Nanni Ricevuto, hanno donato alla delegazione la riproduzione della medaglia data il primo marzo 1911 ai marinai dell’incrociatore russo Aurora. Una medaglia commemorativa è stata anche consegnata dagli Amici del Museo con le Comunità russa ed ellenica di Messina.
Ai piedi dell’opera di Vassily Selivanon, realizzata sul modello che nel 1911 aveva ideato lo scultore Pietro Kufferle, si è svolta infine la preghiera di benedizione del monumento, che è stato posto di fronte la Madonnina del Porto, dinanzi quel tratto di mare ove, nel dicembre del 1908, all’indomani del sisma che distrusse la città, tre unità della squadra navale russa, l’incrociatore “Makaroff” e le corazzate “Slava” e “Tzésarévitch”, e poi anche l’incrociatore “Bogatyr”, gettarono le ancore per prestare soccorso con i loro equipaggi alla popolazione terremotata, già dall’alba del 29 dicembre 1908. Alla cerimonia ha partecipato un picchetto della Marina militare italiana ed uno di marinai russi, la Banda della Brigata Aosta ed i gonfaloni della città di Messina e della Provincia regionale.
IL SALUTO DEL SINDACO ALLA CERIMONIA DI SCOPERTURA DEL MONUMENTO DEDICATO AI MARINAI RUSSI
Il sindaco di Messina, on. Giuseppe Buzzanca, ha salutato le autorità presenti evidenziando come “l’odierna cerimonia per ricordare il forte legame tra la popolazione russa e quella italiana, è occasione per rinnovare il ringraziamento della città Messina ai marinai russi, portatori del soccorso alla popolazione messinese, protagonisti di una pagina di solidarietà che fece storia. Oggi – ha continuato il sindaco – dopo varie testimonianze che in questi anni hanno caratterizzato il legame della comunità messinese per quegli interventi, solennizziamo con un monumento l’impegno che la Città di Messina aveva preso nella seduta del primo consiglio comunale, dopo il sisma del 1908. Un passato che ci appartiene fortemente e che tramandiamo attraverso il ricordo e le memorie che segnarono quel momento fondamentale delle vicende di Messina, determinando l’ineluttabilità della vita ma soprattutto influenzando il cambiamento forzato del disegno e della progettualità della città. Con questi sentimenti, nel porgere il benvenuto alle Autorità oggi intervenute, desidero anche ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo significativo appuntamento ed in particolare il Centro per la Gloria nazionale di Russia, la Fondazione Sant’Andrea Apostolo di Mosca ed il Fondo internazionale della Cultura slava, che hanno donato l’opera. Messina non dimentica le pagine di grande eroismo e solidarietà dei “fanciulloni del Volga” come definì i marinai degli incrociatori Makaroff e Bogatyr e delle corazzate Slava e Tzésarévitch, Carlo Antonio Fratta in una corrispondenza giornalistica apparsa l’8 gennaio 1909 sul Corriere d’Italia. Messina non li dimentica e questo monumento conserverà per le future generazioni, quel ricordo e quelle memorie ancora oggi vive nel cuore dei messinesi, di una comunità che sta ritrovando, forse per la prima volta, un idem sentire, sempre proiettato a condividere in maniera forte, il legame con la città. Condividere questi sentimenti – ha sottolineato Buzzanca – significa arricchire un patrimonio che appartiene ormai a tutti i messinesi. Città piena di memorie, con suggestive prospettive, Messina, vuole e deve valorizzare peculiari simboli del suo passato, insieme ai progetti per il suo sviluppo, ed in questo senso appare necessario che nel cammino intrapreso vi siano condivise responsabilità ed impegno. E quindi un messaggio di speranza per il domani di Messina, che condividiamo nel ricordo di un russo di quel 1908, Maxime Gor’kij, che fece appello per la rinascita della città distrutta, alla “energia del pensiero e della volontà”. Spasba, Marjaki ! – ha concluso il sindaco – Grazie uomini di mare!”
