Vista la lettera scritta da alcuni genitori, a loro detta “delusi” dalla scelta dei ragazzi del Maurolico di occupare, in quanto, secondo loro, si tratta di una protesta volta solo a perdere giorni di scuola, anche perché “basata su motivazioni futili, sospette e poco convincenti”, noi studenti del Maurolico ci troviamo costretti a rispondere.

Ci troviamo costretti a rispondere perché, oltre ad essere NOI delusi dal loro mancato appoggio, nella lettera vengono riportarti fatti che si discostano di gran lunga dalla realtà.
Innanzitutto, quest’anno il consiglio d’istituto è stato eletto il 2 dicembre; da quel momento, ci si è immediatamente attivati per portare avanti la protesta, organizzando, per di più, un sit-in al municipio nel pomeriggio del 6 dicembre, durante il quale è avvenuto un confronto diretto con le istituzioni, facendo riemergere situazioni che sembravano ormai risolte.
È necessario sottolineare che le problematiche trattate durante la protesta  non “spariscono per incanto con l’arrivo del nuovo anno”, tanto è vero che l’anno scorso, giorno 3 gennaio, una rappresentanza di ragazzi si è impegnata, a proprie spese, per continuare la lotta intrapresa il mese precedente, ottenendo un incontro a Palermo con l’assessore regionale Lagalla.
Non pensiamo che lottare per i propri diritti significhi “danneggiarsi”. 
Crediamo che coloro che si sono fatti “promotori” della lettera in questione siano la dimostrazione pratica della disinformazione della maggior parte dei genitori, perché è stato sempre specificato che, qualora gli studenti volessero prendere le distanze dalla protesta, sarebbero liberi di svolgere regolarmente le lezioni.
Inoltre, consideriamo come offesa il fatto che la nostra protesta venga definita “tradizione”, in quanto sminuita e privata di ogni suo significato.
Abbiamo più volte invitato i genitori per un confronto diretto e in tutta risposte si sono presenti soltanto in 3, dimostrazione del fatto che non sono nella posizione di poter affermare che gli studenti stiano “bighellonando per i corridoi dell’istituto”.
Pertanto, li esortiamo nuovamente a presentarsi presso il liceo classico maurolico mercoledì 11 dicembre dalle ore 18, affinché avvenga una volta per tutte un confronto diretto e non telematico, sperando di non dover continuare a combattere da soli l’ennesima battaglia a difesa dei nostri diritti.
Che non venga detto che la dirigente abbia acconsentito a questa forma di protesta, perché è ovvio che sia contraria, piuttosto che, per quanto discutibile l’occupazione, cercherà sempre di non alzare inutili muri tra noi studenti e la dirigenza.
Per concludere, noi ragazzi abbiamo il coraggio di assumerci la responsabilità di ciò che diciamo, a differenza di alcuni  genitori che si nascondo dietro l’anonimato.”
Figli e studenti delusi, nonché TUTTO IL MAUROLICO
—- La lettera di un genitore —-

Cari ragazzi,

avete sollevato un problema non da poco: “la sicurezza scolastica”.

In tanti hanno dimenticato che lo scorso anno l’anno scolastico è iniziato con mesi di ritardo, a seguito di una denuncia pubblica del Sindaco De Luca, sulla mancanza dei requisiti di sicurezza degli istituiti scolastici.

Oggi da genitore mi chiedo: quanti istituti sono realmente a norma ? è stato chiuso un occhio o tutti e due?

A voi va il merito per aver riportato alla ribalta un problema al quale ogni genitore dovrebbe porre attenzione.

Purtroppo in tanti, troppi,  parlano a vanvera dei giovani e del loro futuro, cercano soluzioni per non farli scappare da una terra che non offre loro opportunità, ma alla fine restano solo chiacchiere.

Sentiamo giornalmente dire che le Amministrazioni statali e locali non hanno le risorse economiche per far fronte alle necessità giornaliere che uno Stato democratico e moderno dovrebbe garantire. Tutto questo ha una responsabilità nell’avvenuta cessione di sovranità all’Europa che decide come e quanto spendere per le nostre necessità, ne consegue che non si possono effettuare investimenti per settori vitali della nostra nazione come la Sicurezza scolastica,  lo sviluppo dei posti di lavoro, fino allo smantellamento dei diritti sociali.

Lo Stato italiano non può spendere per il futuro e la sicurezza dei ragazzi, ma è obbligato a salvare le banche, versando miliardi di euro, dopo che le stesse hanno truffato i risparmiatori.

Qualcuno salterà dalla sedia dopo aver letto queste mie parole, e saranno gli stessi perbenisti che al riparo da qualsiasi tempesta, lasceranno a voi la navigazione in mare aperto.

Lottate sempre per le vostre idee.

Lottate sempre per il bene comune.

Lottate anche per chi non ha il coraggio di farlo.

Giuseppe Munaò (Genitore informato dei motivi dell’occupazione)