Messina e i suoi figli illustri, quei figli illustri che hanno portato in alto durante la loro vita terrena il nome della città dello Stretto e la messinesità in tutto il mondo, e che una volta scomparsi sono caduti nell’oblio dimenticati da tutto e da tutti.

E’ il caso dell’ attore Tano Cimarosa, scomparso all’età di 86 anni il 24 maggio del 2008 a Messina, città che gli diede i natali il 1 gennaio del 1922 e in cui volle tornare esprimendo un ultimo desiderio: quello di poter respirare l’aria di casa, di rivedere la Madonnina, di rivivere per l’ultima volta la sua amata Messina prima di morire, una Messina che Cimarosa lasciò nei primi anni Cinquanta per spostarsi a Roma dove inizia la carriera di attore impersonando lo stereotipo del siciliano medio, istintivo e sanguigno, svariando dai ruoli comici a quelli drammatici, decisivo fu l’incontro con Damiano Damiani e “Il giorno della civetta”, in cui Cimarosa veste i panni del famoso Zecchinetta, basso manovale della mafia.

Cimarosa ha recitato a fianco di grandi attori italiani e stranieri, interpretazioni che sono entrate nella storia quelle accanto ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Claudia Cardinale, Philippe Noiret, Jean Paul Belmondo, Gerard Depardieu, Sergio Castellitto, inoltre è stato diretto dai più grandi registi del cinema internazionale degli ultimi cinquant’anni: Zampa, Polansky, Damiani e Tornatore, quest’ultimo lo ha voluto per due delle sue più conosciute pellicole “L’uomo delle stelle” e “Nuovo Cinema Paradiso”.

Dopo la scomparsa nel 2008, la bara di Cimarosa giaceva nell’indifferenza più totale presso il deposito del cimitero monumentale di Messina in attesa di una degna sepoltura, ciò avviene soltanto dopo quasi due anni dalla morte, quando viene tumulata nel marzo del 2010 presso il Famedio, la zona riservata agli uomini illustri.

lapide

Nonostante ciò la tomba continuò a versare in uno stato di totale abbandono, resa “riconoscibile” solo attraverso un’anonima colata di cemento, ma per fortuna, dopo anni di lungaggini burocratiche e svariate peripezie affrontate dal nipote, il regista Salvatore Arimatea, nella conferenza stampa presieduta dall’assessore ai Cimiteri Daniele Ialacqua, che si è tenuta nella giornata odierna presso la Sala Falcone e Borsellino di Palazzo Zanca, è stata illustrata una lodevole iniziativa che vede la collocazione di una lapide sulla tomba dell’attore messinese al fine di dare maggiore decoro alla sua sepoltura ubicata nella zona del cimitero monumentale dedicata ai messinesi illustri.

Nel corso della conferenza stampa, Salvatore Arimatea, nipote dell’attore scomparso, ha ringraziato la sensibilità e la grande dose di buona volontà di chi ha permesso che si arrivasse a questo risultato che deve rappresentare un momento importante per la città di Messina che ricorda uno dei suoi personaggi illustri, ma nello stesso tempo, con un pizzico di rammarico e delusione, non ringrazia la maggior parte delle istituzioni che sono state nella loro quasi totalità assenti in questo iter burocratico lunghissimo, iniziato nel 2008 subito dopo la scomparsa dell’attore, e che non avrebbe dovuto nemmeno esistere, in quanto sarebbe stato semplicemente un atto dovuto quello di tributare il giusto omaggio e ricordo nei confronti di chi, Messina, nella sua lunga carriera l’ha portata sempre nel cuore e dove ne parlava orgogliosamente in ogni luogo in cui si recava.

Nelle intenzioni di Arimatea vi è adesso anche il progetto per l’intitolazione di una via cittadina e la nascita di un monumento dedicato allo zio scomparso in modo da poter rafforzare ancor di più il legame e il ricordo con la sua città natale.

Durante la conferenza stampa è stato anche proiettato un cortometraggio realizzato da Todomodotv s.r.l. con la regia di Josè Villari, il montaggio di Maurilio Forestieri, la fotografia di Vincenzo Nicita Mauro e con la partecipazione della ditta Boncoddo Marmi che insieme a Todomodotv ha reso possibile tutto ciò donando la lapide il cui epitaffio riporta la seguente scritta : “Strappò sorrisi all’inopia del dopoguerra e a quanti vennero dopo”, così da poter rendere finalmente giustizia ed il giusto tributo ad un personaggio amato non solo dai messinesi (ma non dalle istituzioni) e ricordato come uno tra i più grandi caratteristi del cinema italiano.