Crocè e Pistorino: “Dopo i tagli e le leggi punitive verso i lavoratori legati al pubblico, servizi e produttività non sono migliorati. Sono solo peggiorate le condizioni di vita dei lavoratori e la qualità complessiva dei servizi”.

Si è svolto questa mattina nella Sala della Consulta della Camera di commercio di Messina un Attivo congiunto dei lavoratori del settore pubblico e della scuola. Due settori che hanno subito forte le conseguenze dei tagli varati dal governo sia in termini di risorse economiche che umane, ridotte dai tagli al personale precario. Obiettivo dell’iniziativa era fare il punto sullo stato dei servizi, pubblici e scolastici, a Messina, dopo la ricetta Tremonti e quella Brunetta. E tanto i dati ufficiali sulla produttività, che non ha registrato miglioramenti, quanto quelli denunciati dagli stessi lavoratori e dagli utenti, bocciano le politiche del governo. “Smantellare i servizi pubblici e attaccarne i lavoratori attraverso una precarizzazione esasperata e leggi punitive ha avuto ricadute sulla democrazia e sulla esigibilità dei diritti?” chiede Clara Crocè  segretario generale della Fp Messina alla quale fa eco Graziamaria Pistorino “Oltre 2mila posti di lavoro tagliati nelle scuole della nostra Provincia nell’ultimo biennio. Quali effetti hanno prodotto sulla qualità dell’offerta formativa ai nostri studenti?”. Nel corso dell’Attivo sono intervenuti lavoratori dei diversi settori, insegnanti, personale scolastico e delle cooperative sociali, vigili del fuoco, polizia penitenziaria, medici, infermieri,assistenti sociosanitari, che hanno evidenziato condizioni di lavoro e qualità dei servizi erogati, al di là del loro personale impegno che non è sufficiente da solo a sanare i guasti determinati da carenze e tagli.
Tra i punti all’ordine del giorno anche la questione della mancata indizione, da parte del governo, delle elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze sindacali. “Un mancato rinnovo che – ha evidenziato  Clara Crocè -, pone seri dubbi circa la legittimità a sottoscrivere accordi da parte delle diverse sigle sindacali. Il fatto che proprio il governo non indica le mentre sta siglando accordi dal contenuto alquanto dibattuto e controverso con Cisl, Uil e altre sigle che non sappiamo quanti lavoratori effettivamente rappresentino, getta un ombra forte sullo stato odierno della democrazia sindacale in Italia”.
E sull’intesa separata interviene anche Graziamaria Pistorino che sottolinea come l’intesa separata ribadisca che “sono fatti salvi gli effetti del D.I. n. 3”, il decreto sugli scatti stipendiali della scuola salvati per il 2010, però non dice nulla di certo sul ripristino degli scatti del 2011 e 2012, e soprattutto lega questo ripristino all’effettiva realizzazione dei tagli agli organici previsti per 3 anni: a Messina più di 2000 posti! In altre parole, se si vuole conservare l’aumento previsto dal contratto bisogna sperare che vengano effettuati i tagli: cannibalismo sociale! La Cgil, da subito, ha chiesto il ripristino dei gradoni scippati da Tremonti, lo stop della terza tranche di tagli agli organici e un piano pluriennale per la stabilizzazione del personale precario su tutti i posti disponibili nella scuola!”
I lavori dell’Attivo sono stati conclusi dal Segretario generale della Cgil di Messina, Lillo Oceano che ha commentato: “Dai lavori di questa mattina così come dalle cronache giornaliere emerge con chiarezza che non è mettendo lavoratori contro altri lavoratori, giovani contro anziani, nord contro sud, ricchi contro poveri che si possono risolvere i problemi del nostro paese. Occorre invece sostenere il lavoro e ripristinare un corretto sistema dei diritti e delle regole, sindacali e non”.