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La violenza sulle donne è stata al centro dell’incontro “Le cose che le donne non dicono” svolto ieri nella splendida cornice di Villa Cianciafara a Zafferia. Il dibattito nasce dalla presentazione del volume “Perché non lo lascio?” di Rose Galanti che tratta di storie di donne legate a uomini violenti, come indicato dal sottotitolo. Alla manifestazione hanno partecipato anche la dott. Michaela D’Alcontres e il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzione che sono intervenuti per dare luce a una delle tematiche più di tutti ha colpito l’attenzione pubblica negli ultimi mesi. L’incontro è stato moderato dalla pro-rettrice dell’Università degli Studi di Messina la prof. Maria Enza La Torre che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le varie associazioni che si occupano di tutela delle vittime di violenza. I vari interventi hanno comunque dato spazio all’autrice per spiegare le motivazioni che l’hanno spinta alla pubblicazione di questa testimonianza che unisce le tante storie raccolte dalla studiosa nel corso del suo lavoro negli Stati Uniti e in Italia. La testimonianza reale di Angela (nome di fantasia) nasce proprio con l’idea di rappresentare tutte le donne che vivono in una condizione di continui maltrattamenti e vessazioni da parte di un partner che non possono e non vogliono lasciare. Le motivazioni di questa scelta così discutibile sono ampiamente analizzare nel libro che anche per questo si mostra come una valido strumento per gli operatori del settore assistenziale che davanti ai sempre più numerosi casi di violenza devono tentare di dare risposte e suggerire soluzioni per queste donne. La prefazione di Luigi Cancrini descrive proprio le dinamiche di queste relazioni malate e il modo di esprimersi delle vittime che, in base alle emozioni collegate ai singoli avvenimenti, usano termini diversi, ripetizioni e espressioni che caratterizzano la difficile situazione di queste donne. La scelta di rappresentare come in un copione teatrale la storia della protagonista del libro interpretata dall’attrice Anna Maria Raccugna, si dimostra vincente. Il dialogo con l’autrice ha fatto comprendere al meglio le reali condizioni di queste donne che spesso vivono condizioni difficili e umilianti e ha permesso agli spettatori di capire quanto vicine sono spesso le storie di violenza e allo stesso tempo quanto sia difficile individuarle.