PROSEGUONO I MORTI DEGLI EX DIPENDENTI PIRELLI

Prosegue inesorabilmente, giorno dopo giorno, la strage tra gli ex dipendenti della ex Società Pneumatici Pirelli S.P.A. di Villafranca Tirrena, che ha chiuso i cancelli nel lontano 1994.
Ieri 23 gennaio 2020, dopo una lunga sofferenza di oltre 10 anni, muore Pasquale Formicola a soli 79 anni.

Pasquale inizia a lavorare alla Pirelli il 13/02/1965, a soli 25 anni fino al 05/12/1993, per oltre 28 anni, con mansioni di addetto alla vulcanizzazione, (per circa 10 anni), ai cerchietti( per altri 10 anni) e successivamente alla centrale termica e bambury. con grande serietà e professionalità, incurante della propria integrità fisica e della scarsa protezione personale.
Pasquale si presenta da noi nel lontano 2010 con documentazione sanitaria inerenti le patologie in atto. Effettuati ulteriori esami, nel 2012 abbiamo presentato richiesta di Malattia professionale presso l’Inail di Milazzo, con risposta il 16/11/2012, ( per altro tutti identici): DAGLI ACCERTAMENTI MEDICO LEGALI EFFETTUATI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA MALATTIA PROFESSIONALE HANNO DIMOSTRATO L’ASSENZA DELLA MALATTIA. Per cui abbiamo effettuato opposizione per collegiale e in data 11/11/2014 rispondono: VALUTATA L’OPPOSIZIONE DA LEI PRESENTATA GLI ATTI IN POSSESSO DI QUESTO ISTITUTO, SOTTO IL PROFILO SANITARIO, SI RITIENE CHE NON SIANO STATI PRESENTATE MOTIVAZIONI TALI DA QUANTIFICARE LA MODIFICA DEL GIUDIZIO PRECEDENTEMENTE ESPRESSO. Nulla di nuovo, anche se nei due anni la salute di Pasquale si era aggravata.
Pasquale muore per: ASBESTOSI POLMONARE – INSUFFICIENZA RESPIRATORIA GRAVE E COLLASSO CARDIORESPIRATORIO, dopo essere stato sottoposto a intervento per rivascolarizzazione miocardica e vari collassi cardiaci.
Pasquale è uno dei tantissimi deceduti della Fabbrica Killer di Villafranca Tirrena, per la quale difficilmente riusciremo a quantificarne il numero, sicuramente, oggi, più di seicento, tra i 1500 dipendenti, per essere stati esposti sia alle fibre Killer di Amianto, al talco contenente amianto, che a tutti gli altri prodotti altamente cancerogeni per la produzione delle gomme. Noi continueremo a chiedere l’intervento della Procura della Repubblica di Messina, a batterci affinché venga fatta piena giustizia, contro quei dirigenti che, incuranti della salute e integrità fisica dei lavoratori, hanno preferito la produzione e quindi il profitto a discapito della salute degli ex dipendenti e contro il Governo Siciliano e Nazionale che, ancora oggi, permettono i riconoscimenti di malattia professionale e le rendite ai superstiti a un Ente, l’Inail, che permane in conflitto di interessi essendo un Ente riconoscitore e erogatore, costringendoci, quotidianamente ad effettuare ricorsi legali.

PROSEGUONO I MORTI DEGLI EX DIPENDENTI SACELIT

Proseguono inesorabilmente i morti degli ex esposti della Nuova Sacelit di San Filippo del Mela. Ieri è toccato a Antonino Salvia di anni 84.
Nino, come lo chiamavamo in azienda ha lavorato per 34 anni. Inizialmente allo scarico dei sacchi di amianto dai vagoni ferroviari, alla disintegrazione amianto, alla produzione tubi, alla sformatura lastre e per ultimo addetto ai carrelli elevatori.
Nino è stato un operaio diligente, non ha mai rifiutato neanche di effettuare le pulizie settimanali degli impianti di produzione. All’inizio degli 80 inizia ad avere problemi respiratori, aggravatesi nel 2002 con riconoscimento della malattia professionale da parte dell’Inail di Milazzo.
Nino continua a soffrire atrocemente fino ad avere dei collassi cardiocircolatori, superati con grandi difficoltà. Soffre per ben 45 anni fino a ieri, quando muore per: ASBESTOSI PLEURO POLMONARE: – INSUFFICIENZA GRAVE RESPIRATORIA – COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO.
Purtroppo le patologie asbesto correlate provocate dal killer amianto non perdonano, nessuno è immune. Siamo rimasti in pochi gli ex dipendenti della Nuova Sacelit, purtroppo sappiamo che dobbiamo convivere con dette patologie con l’augurio che si possa vivere il più possibile, ma con la paura che ci portiamo, consapevoli che arriverà anche per noi.

Il Presidente
Salvatore Nania