Mattinata infernale per chi, dalla zona tirrenica della nostra provincia, si è avventurato sull’A20 per recarsi in città.

I tempi di percorrenza hanno sforato le due ore. Un professionista di Saponara ci riferisce di aver imboccato lo svincolo di Villafranca Tirrena alle 9.55 e di esser giunto allo svincolo di Messina Centro alle ore 12.00.

Altra professionista di Furnari, partita per prendere il traghetto per Villa S.Giovanni delle 10.00 ha perso pure quello successivo delle 10.40. Il caos sulla tangenziale è stato causato da un camion della Fontalba rimasto in panne nella rampa che dalla rotonda-bypass di Giostra permette di rientrare in autostrada. Le segnalazioni della fila iniziavano subito dopo i caselli di Villafranca per cui ci si chiede: perché non bloccare l’afflusso dei veicoli già ai caselli di entrata (Villafranca-Rometta-Milazzo) ed informare gli automobilisti delle quasi due ore di fila? Qualche automobilista temerario ha improvvisato una inversione ad U (a proprio rischio e pericolo!) proprio alla barriera di Divieto, uscendo per l’appunto a Villafranca per poter percorrere la SS113, rischiando anche un cospicuo verbale per l’infrazione commessa.

Il Consorzio Autostrade Siciliane invece si è limitata a segnalare il disagio solo quando era impossibile evitarlo e, quindi, poter tornare indietro. Alle 13. 30 la situazione non risulta migliorata, se non di qualche km. La fila comincia dopo 3 km superata la barriera di Villafranca.

Si segnalano anche una decina di veicoli fermi nella piazzola di sosta che precede il rettilineo che porta alla galleria telegrafo. Qualche auto ha pure il cofano aperto, probabilmente per il surriscaldamento del motore. Il navigatore satellitare ci segnala che passando dalla ss 113 si risparmiano 48 minuti per cui si può ipotizzare che attualmente i tempi di percorrenza Villafranca-Messina sforano i 90 minuti.

Urgono interventi veloci per completare i lavori, sbloccare la situazione di stallo delle rampe d’accesso all’Annunziata ed evitare giornate infernali come quella di oggi che trasformano 15 km di autostrada in un vero e proprio girone dell’inferno.