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Servizio filmato di Giuseppe Bevacqua

La cultura dell’accomodare, dell’insabbiare, la follia “dell’aggiustare le carte” i modi a volte borderline in cui versa il settore immobiliare, le aste e gli interessi privati, sono le cose che saltano immediatamente all’occhio, ma non sarà per questo che si è sfiorata un’ennesima tragedia ieri intorno alle ore 14 al residence Poggio dei Pini di san Michele a Messina.

Al momento, così, a prima vista, lo scenario immaginabile sarà quello di uno start allo “scarica barile” colossale, sterile e inconcludente, che non risolverà certo il disaggio di chi quelle abitazioni le ha comprate due volte e adesso dopo almeno vent’anni di peripezie, si trova fuori casa perché nulla è sicuro da un punto di vista strutturale, soprattutto nel lotto in questione.

Poggio dei Pini fu costruito da “Edil San Michele” negli ormai lontani anni ottanta, a ridosso di una collina a rischio idrogeologico talmente evidente, che il corpo forestale della regione Sicilia negò il nullaosta a procedere per la costruzione, questo perché la richiesta da parte dei costruttori fu successiva all’inizio dei lavori.

Rimane inevitabilmente un forte dubbio.
Ma come è stato possibile che i lavori siano andati avanti !!??

Nei primi anni novanta “Edil San Michele” fallì, perché a quanto pare, non furono venduti tutti gli appartamenti proprio per il forte pericolo che incombeva sulla collina e sulla struttura stessa.

La società lasciò un debito di circa un miliardo e mezzo del vecchio conio nei confronti dell’ allora istituto bancario “Cassa Vittorio Emanuele” poi passato a Sicil cassa che adesso dovrebbe essere stato trasferito a Unicredit se non addirittura a una agenzia intermediaria.

Sarebbe da evidenziare il fatto che alcuni degli acquirenti riuscirono ad stipulare un contratto, altri hanno visto fallire la società trovandosi in mano solo il preliminare e di questi, alcuni con gli importi versati per intero, altri con acconti.

Successivamente alla disfatta, tutto finisce per competenza alla curatela fallimentare nominata dal tribunale, che dopo qualche tempo dichiara di aver provveduto ai lavori di consolidamento necessari per l’agibilità abitativa, e si va avanti.

Qualche anno fa, come ci dichiara un residente, la curatela avviò una procedura che imponeva il rilascio degli appartamenti da parte degli “inquilini” che erano in possesso solo del contratto preliminare nonostante, dopo il loro appello, il tribunale avesse riconosciuto loro le somme già versate.
Comunque gli “Inquilini”, furono condannati per appropriazione indebita.

Un altro residente, ci racconta addirittura che i curatori tentarono di invalidare anche i contratti andati a buon fine, generando confusione e ineluttabilmente altre cause.

La vicenda è ancora aperta e proprio in questi giorni ci sarebbe un’ulteriore asta per la vendita degli appartamenti.

La cosa imbarazzante, è che oggi si è sfiorata una tragedia fisica, ma quella morale invece si è già verificata e non ha risparmia la burocrazia, le sue carte e chi le gestisce in malo modo.

Gli abitanti di Poggio dei Pini, oltre il danno la beffa, quella “messa in sicurezza” di cui parla la curatela, l’hanno pagata circa 4.000 € procapite: oggi il muro è crollato e chi amministra allarga le braccia !