NOORALDIN Mahamed Abdalla è nato in Somalia l’1.6.1970. A seguito dell’operazione della Polizia di Stato denominata “BOARDING PASS” e condotta su tutto il territorio nazionale nel 2012, che ha portato quarantotto soggetti in carcere in quanto ritenuti responsabili di aver costituito un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina -, NOORALDIN si diede alla latitanza, fuggendo in Germania prima ed in Francia poi.

“Nelle more della sua latitanza, così come previsto per legge, il processo è andato avanti e nel mese di ottobre 2014 la Corte d’Assise competente aveva condannato lui e tutti gli altri promotori ed organizzatori alla pena di 9 anni e 6 mesi. Catturato in Francia, il Servizio per la Cooperazione Internazionale Forze di Polizia ha coordinato l’arrivo per l’estradizione dalla Francia e la consegna alla Polizia di Stato presso il valico di frontiera di Bardonecchia (Torino), in sinergia con la Squadra Mobile di Ragusa”, riferiscono gli agenti della Questura di Ragusa.
NOORALDIN non era un personaggio di secondo piano, risultando anzi uno dei promotori dell’organizzazione criminale, costituita da soggetti residenti in varie zone d’Italia ed in altri paesi europei.

“L’associazione a delinquere – apprendiamo dalla Questura – era in grado di fornire ai migranti tutto il supporto logistico di cui avevano bisogno per svolgere al meglio l’attività delittuosa. Infatti la consorteria provvedeva a “trovare” cittadini somali clandestini sul territorio nazionale che avevano intenzione di raggiungere le nazioni situate a nord del nostro continente (Inghilterra, Francia, Germania, Olanda, Svezia, Norvegia). La ricerca dei soggetti veniva fatta in particolar modo nei pressi dei centri di primo soccorso ed assistenza come quello di Pozzallo (Ragusa). I criminali preparavano un dettagliato programma di viaggio, così da smistarli nelle varie nazioni europee, previo pagamento di somme di denaro per la falsificazione dei documenti di viaggio. In particolare, il latitante si collocava principalmente tra i componenti che erano incaricati di provvedere agli aspetti logistici dei migranti in attesa di partire, sfruttando il loro stato di disagio psicologico dovuto al voler realizzare il loro sogno di andare in Europa”.