In occasione del 74° anniversario della Festa della Repubblica, si è svolta stamattina, in Piazza Unione Europea, una sobria cerimonia con la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti.

Alla cerimonia, in considerazione dell’esigenza di assicurare il distanziamento connesso all’emergenza epidemiologica da Covid-19, ha partecipato un ristretto numero di autorità, oltre alle rappresentanze combattentistiche e d’Arma con i rispettivi Labari.

Nella postazione tradizionalmente riservata alla Forze Armate è ha preso posto una rappresentanza del personale sanitario delle unità Covid che hanno operato nelle strutture sanitarie ospedaliere di questa provincia.

In segno, inoltre, di ringraziamento e gratitudine per il lavoro svolto da tutti gli operatori sanitari, il messaggio del presidente della Repubblica, normalmente letto dal prefetto, è stato nella circostanza letto dal coordinatore infermieristico ospedale Covid.

Siamo chiamati a un impegno comune

«Questo 2 giugno ci invita a riflettere tutti su cosa è, su cosa vuole essere la Repubblica oggi», ha detto il presidente Sergio Mattarella che poi ha aggiunto: «C’è qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite: il sentirsi responsabili l’uno dell’altro»

I fatti storici relativi a questo evento sono noti: tra il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne il referendum con cui gli italiani, comprese per la prima volta anche le donne, dopo 85 anni di regno della dinastia dei Savoia (di cui 20 di dittatura fascista, conclusa durante la Seconda Guerra Mondiale), scelsero di far diventare l’Italia una Repubblica costituzionale, abolendo la monarchia: fu un momento di svolta epocale per il Paese.

Il 54,3% degli elettori scelse la repubblica, dando vita all’Italia come la conosciamo oggi.