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I coniugi Dolfin sono sposati da oltre 5 anni, hanno due cani, vivevano a casa con i due anziani genitori di lui e in passato avevano un negozio di alimentari.

Da sette mesi però risultano residenti in una vecchia auto rossa parcheggiata davanti a Palazzo Zanca.
I coniugi Dolfin sono l’esempio più crudele della crisi messinese. Avevano un lavoro, una casa, una dignità; adesso non hanno più nulla. Questa mattina con la scusa di offrire loro un cornetto, un vigile ha cercato di farli spostare nella via adiacente per nascondere la triste verità agli occhi dei passanti. Ma Massimo e Deborah non ci sono cascati, hanno rifiutato e si sono richiusi in auto con il giornale, un sorriso ironico e la pancia vuota.
Quando i genitori sono morti si sono ritrovati in mezzo alla strada perché la casa in cui vivevano era stata venduta a loro insaputa.
Massimo prima di sposarsi lavorava in una tipografia, poi aveva aperto insieme alla moglie un negozio di alimentari. “Nessuno dei nostri familiari ci ha aiutato, mi confida Deborah, e gli affari hanno iniziato ad andare male”.
I due hanno già più volte chiesto aiuto al Comune, ma finora non ci sono state risposte soddisfacenti. Il consigliere Salvatore Ticonosco è l’unico che ha dato alla coppia una speranza, promettendo di trovare loro una casa entro la prossima settimana. Oltre ad un tetto dove vivere è stato detto a Massimo che presto gli offriranno un lavoro. Il signor Dolfin è diplomato in ragioneria ma, come racconta alle telecamere, è disposto a fare qualsiasi lavoro pur di tirarsi fuori da questa triste situazione.
L’auto, piena di abiti, oggetti e mobili troneggia ad oggi davanti a Palazzo Zanca, ma più che una nota stonata, incarna la desolazione generale in un caso limite che non si allontana dalla normale amministrazione di molte famiglie messinesi.