“Il titolo era già presente all’inizio della Stagione ma, sottolinea Francesco Torre, adesso assume una valenza un po’ diversa, e ci piace ricordare Libero De Rienzo proiettando su grande schermo una delle sue ultime interpretazioni.”

 

A TOR BELLA MONACA NON PIOVE MAI, di Marco Bocci, oggi, 4 ottobre, alle ore 16.30, 18.30 e 20.30 alla Multisala Apollo.

Un atto d’amore nei confronti di un mondo – quello della periferia più aspra e degradata – pieno di storie, di rabbia e di vita

 

 

 

Romolo e Mauro sono fratelli e vivono da sempre a Tor Bella Monaca, quartiere della periferia romana. Romolo è stato in galera, ma una volta uscito ha deciso di rigare dritto e ora lavora in fabbrica, mantenendo moglie e figlia. Mauro, diplomato geometra, spera di ottenere un incarico pubblico dal Comune, e intanto campa di lavoretti occasionali. Entrambi vivono sotto il tetto dei genitori, non riuscendo l’uno a trovare un alloggio per la propria famiglia, l’altro un incarico che gli permetta di guadagnarsi l’indipendenza. E le cose si mettono male, perché la nonna se ne è appena andata (e con lei la sua pensione) e l’inquilino che ha affittato il piccolo locale di proprietà del padre di Romolo e Mauro non paga la pigione.
Bocci, attore passato (senza abbandonare la recitazione) prima alla scrittura, con il romanzo su cui è basato il suo film di esordio, alla regia, incentra la sua storia, anche visivamente, proprio su questo crinale scivoloso. Dunque le scene sono concitate e fisicamente sbalestrate, il montaggio è spezzettato e febbrile, e la storia dei due fratelli e del loro quartiere è scombinata come loro.

Se da un lato regia e sceneggiatura sono bulimiche, come succede spesso ai film d’esordio, e si nota (in negativo) la volontà di provare tutte le soluzioni registiche e narrative possibili, come se si temesse di non avere una seconda opportunità di dare prova delle proprie capacità, dall’altro A Tor Bella Monaca non piove mai è vitale e ruspante come dovrebbe essere il resoconto di un ambiente che Bocci conosce molto bene, essendoci cresciuto e in qualche modo essendone sopravvissuto.

Così come se da un lato Bocci attinge a piene mani all’immaginario cinematografico contemporaneo che racconta la periferia romana e che ha come caposcuola recente Claudio Caligari, dall’altro i suoi protagonisti appartengono ad una nicchia sociale diversa, ovvero quella piccola borghesia operosa (più che operaia) che guarda al sottobosco criminale prendendone opportunamente le distanze.

Basato sul romanzo omonimo firmato da Marco Bocci, “A Tor Bella Monaca non piove mai” comincia il suo racconto mostrando come, in certi quartieri, sia un attimo passare da una esistenza piccolo borghese con qualche sicurezza all’emergenza economica e abitativa, così come sia un attimo precipitare da un’esistenza onesta dentro il buco nero del crimine, quando tutte le opzioni legali sembrano esaurite.(mymovies.it)