Il giornalista Ferruccio De Bortoli e l’economista Francesco Grillo questa mattina sono stati ospiti dell’Università degli Studi di Messina per un incontro-dibattito promosso e organizzato di concerto con Taobuk Taormina international Book Festival, moderato dalla professoressa Maria Teresa Collica, docente dell’ateneo peloritano.

L’incontro che si è svolto nell’aula magna del rettorato si inserisce nell’ambito della rassegna “Leggere il presente” ed ha avuto come protagonisti i due intellettuali che hanno discusso del tema della crisi di fiducia che attraversa il belpaese e di cosa fare per superare questa crisi.

 «Ospitare personaggi di questo calibro è un’occasione di crescita per la nostra Università — ha detto il rettore prof. Salvatore Cuzzocrea — quella di oggi è una iniziativa in totale sinergia tra l’Ateneo e Taobuk perchè crediamo che solo attraverso la sinergia tra istituzioni, enti privati e associazioni si può fare cultura e si possono rendere migliori le generazioni future».

«Siamo ad un’altra tappa fondamentale della rassegna — ha continuato la dott.ssa Antonella Ferrara , Presidente di Taobuk — l’incontro di oggi è incentrato sui traguardi e sui limiti della contemporaneità, su argomenti cardine del nostro presente come il rischio per l’Italia di precipitare in una nuova crisi finanziaria e nel baratro della recessione. Quant’è grave la crisi della liberal democrazia? Quale il suo peso, la sua funzione, oggi?»

Sul tema della crisi economica e sui riflessi che ha sul piano culturale De Bortoli ha detto «In Italia abbiamo uno straordinario capitale sociale sul quale investire. Il declino non è inevitabile. Ma un paese non può crescere se spende più per il passato che per il futuro».

E ancora: «Noi sottovalutiamo la nostra importanza culturale. L’Italia è una potenza culturale nel mondo. La nostra lingua è la quarta più studiosa dagli studenti stranieri nel mondo. Molti vengono dai paesi mediorientali. Persone che probabilmente pensano che l’Italia potrà avere un futuro importante nel mondo. Noi abbiamo dal punto di vista dell’educazione non solo una scelta strategica da compiere. Abbiamo un tasso di laureati molto bassi, chi si laurea se ne va, creando produttività all’estero. Dobbiamo investire nella conoscenza ed essere consci che la formazione è continua: non si smette mai di imparare».

«Sii quello che conosci — ha detto Francesco Grillo Il vantaggio che può avere un paese, un’organizzazione è quello che conosce. Marco Polo fece un viaggio di 9500 km circa sette secoli fa, arrivando dall’altra parte del mondo e incontrando il più grande nemico dell’occidente: Gengis Khan. Negli stessi anni San Francesco a piedi da Assisi arriva fino a Gerusalemme e incontra un altro condottiero temutissimo, Saladino. Siamo un popolo di poeti, navigatori e santi. Che cos’è lo spirito dell’occidente? L’occidente è la voglia di esplorare, la voglia di vedere cosa sta al di là del mare. Oggi la crisi dell’Occidente è causata anche dall’omino chiuso in casa che guarda la storia dallo schermo della televisione o ancora peggio dallo smartphone. È paradossale che nel Medioevo l’uomo è andato incontro al futuro e oggi lo guarda da uno schermo. L’Italia ha una grande capacità di produzione di talento, ma non riesce più a trattenerlo. Abbiamo perso gli strumenti intellettuali per interpretare il mondo. Abbiamo frammentato il sapere. Ci sono degli enormi errori da parte delle élite politiche e culturali in tutto il mondo».

Sull’uso e sui vantaggi e gli svantaggi della rete Ferruccio De Bortoli ha detto: «Io farei una modesta proposta, non solo alla nostra classe politica, di astenersi sui social e sul presenziare ai talk show. Non so se questo porterebbe questi soggetti ad essere più validi. La rete è una straordinaria piazza di libertà. Oggi gli utenti sono diventati più produttori di informazione, non sempre corrette. In tutti questi anni i proprietari dei social network hanno creato dei monopoli e non si sono mai ritenuti responsabili dei contenuti pubblicati sulle loro piattaforme. Ultimamente è accaduto qualcosa. Twitter ha vietato la pubblicità politica ed elettorale in vista delle elezioni americane. Bisogna stare attenti perché questo divieto finisce per confliggere con la libertà di espressione. Google nei giorni ha vietato il così detto microtarget degli utenti. Rimane Facebook che però ha cambiato atteggiamento. Zuckerberg ha chiesto ai governi di dare delle regole. C’è un ritorno verso la normalità».

Sul paradosso dell’innovazione Grillo ha affermato: «I giornali, i media, i social network sono il nostro sistema nervoso. Noi abbiamo un sistema che è assolutamente sclerotizzato. È questo è incompatibile con il paese di Montanelli o Pasolini. L’homo sapiens sapiens sta cambiando la sua natura. Dobbiamo riconoscere che il progresso che c’è stato dagli anni 50 agli anni 80 è stato maggiore di quello degli ultimi anni. Abbiamo avuto dei salti in avanti enormi in passato mentre da trent’anni in Occidente stiamo rallentando. È questo è il grande paradosso dell’innovazione. Abbiamo sempre più dati ma il tasso di crescita della produttività sta scendendo. E questo è un grosso paradosso. Perché in un mare di informazione forse ci perdiamo la conoscenza. È un paradosso che in Cina non esiste assolutamente».

Poi, sul tema della memoria, a Ferruccio De Bortoli, presidente della fondazione memoriale della Shoah di Milano Maria Teresa Collica ha chiesto cosa pensasse di un paese in cui Liliana Segre deve camminare con la scorta al seguito: «È un paese che ha perso la memoria. Noi siamo i figli e i nipoti di persone che hanno lottato per la libertà e dobbiamo questa libertà anche alle persone che si sono sacrificate per ottenerla. C’è una memoria collettiva che se si perde significa che i torti e le ragioni della storia si confondono, che le vittime e i carnefici si sovrappongono. Fuggiamo dalla retorica e guardiamo a quegli avvenimenti. Studiamoli, interroghiamoci. Se vogliamo ritrovare il coraggio civile abbiamo un dovere della memoria».

Grillo non si risparmia ancora una volta da un paragone con la Cina, non come esempio virtuoso in termini di diritti, democrazia o libertà quanto come esempio di innovazione e voglia di crescere: «Io credo che se noi non abbiamo memoria storica non posiamo avere visione del futuro. Non ci sono libertà individuali, c’è un controllo molto spinto. Opposto a quello che siamo noi. Ma ha una straordinaria memoria storica ed è la memoria storica ti dà la grinta per avanzare».

Sul tema della parità di genere De Bortoli ha detto: «Non sono quote rosa ma quote di genere. Il problema della parità di genere è che in Italia è solo una variabile del politicalmente corretto. Non ci poniamo il problema, invece la diversità è un fattore di crescita. Per crescere abbiamo bisogno delle donne. Il mondo occidentale va verso quella parte». E ancora: «Spesso si ha la tendenza a ritenere le nuove generazioni apatiche ma non è così. I giovani italiani in Italia hanno meno diritti politici dei loro quotidiani europei. Voi giovani avete diritto a una maggiore voce. Vi chiederei di farla sentire di più. In una società anziana e gerontocratica come la nostra sarebbe importante sentire quella voce». E Grillo replica: «Io non ci credo moltissimo alle quote rosa. Io credo alla necessità, all’urgenza, per sopravvivere, di premiare chi rischia di più, studia di più, lavora di più. Una società che non è dinamica non ha spazio per le donne. Un paese che non premia la competitività non ha bisogno di quote rosa. Ancora più delle donne è drammatica la questione dei giovani. Un giovane costa di meno, è più flessibile, è più creativo. In undici anni le imprese italiane hanno perso interesse nei ragazzi e non hanno interesse nelle donne. Non hanno interesse nella competizione. Possiamo mettere tutte le quote rosa che vogliamo ma non ci si schioda». E ancora, rivolgendosi agli studenti presenti: «Voi vi dovete prendere il mondo. Una volta i ragazzi facevano le rivoluzioni. C’è una rivoluzione da governare e lo potete fare soltanto voi… Magari vi do una mano».

All’iniziativa hanno preso parte il magnifico rettore Salvatore Cuzzocrea, il prorettore Vicario prof. Giovanni Moschella, le autorità militari e alcune classi delle scuole del territorio messinesi tra cui: la 5^ A del Liceo scientifico Quasimodo accompagnata dalla vicepreside Ivonne Cannata e dalla prof.ssa Alessandra Turiano; la 3^ D del Liceo Scientifico Sequenza accompata dal prof. Renato Giorgianni, la 5^ C e la 5^ B del liceo Jaci accompagnate dalla prof.ssa Vivarelli e dalla prof.ssa Fugazzotto.