“La musica ci insegna ad ascoltare ed ascoltarci”

Un discorso che fa venire i brividi, oggi più che mai carico di significato.

Ezio Bosso, un pianista d’eccellenza, un maestro d’orchestra, un grande compositore ed interprete di musica classica è morto all’età di 48 anni a causa di una malattia neurodegenerativa. Una carriera internazionale fatta di grandi collaborazioni e sinergie. Autore di colonne sonore di film candidate ai David di Donatello. Ha diretto Orchestre sinfoniche di fama mondiale, premiato in prestigiosi eventi musicali e ottenuto cittadinanze onorarie. Ma Ezio Bosso è stato prima di tutto un grande uomo, un esempio di forza, determinazione, coraggio e umanità. Un uomo dalla corporatura piccola, con le sue difficoltà motorie, che è riuscito ad essere uno dei più grandi esponenti di musica classica nel mondo. Le sue melodie emozionavano, la sua personalità andava oltre le note.

La sua malattia non gli ha impedito di essere un indimenticabile artista.
La sua forza interiore e la sua grande dignità rimarranno nell’immaginario collettivo di tutti.

In un discorso che tenne al Parlamento europeo nel giugno 2018 unì tutta la commissione parlamentare in una standing ovation.
Colpì con le sue parole piene di passione e commozione, attraverso le quali raccontò di come la musica possa essere uno strumento per unire i popoli e le diversità.

Noi che dedichiamo la nostra vita alla musica sin da piccoli frequentiamo germano-austriaci, francesi o tedeschi. Non c’è un confine, la musica non è solo un linguaggio, è una forma di trascendenza“-

La musica è la nostra vera radice di europei ed è quella che fa eliminare ogni confine.
L’Europa è un’orchestra a cui rivolgersi.
La musica ci insegna la cosa più importante, ad ascoltare e ad ascoltarci.
Un grande musicista non è  chi suona più forte ma chi ascolta e da lì i problemi diventano opportunità
“.