Poesia in tempi di pandemia (21/03/2020)

“Sono nata il ventuno a primavera/ ma non sapevo che nascere folle,/ aprire le zolle/ potesse scatenar tempesta[…]”. Dall’ormai lontano 1999, il primo giorno di primavera è anche la Giornata Mondiale della Poesia. Una coincidenza poetica, poiché la ricorrenza cade nel giorno dell’anniversario di nascita dell’autrice dei versi appena citati, la poetessa Alda Merini.

Giorni non facili quelli vissuti nelle ultime settimane: il terribile mostro Covid-19 non dà pace né al nostro Paese né al resto del mondo. E anche oggi ci troviamo a casa. Tra le scadenze di uno smartworking sempre più pressante, l’immancabile workout casalingo e le angoscianti notizie in tv, non ci resta che pensare al nostro spirito e perché, soprattutto in occasione della ricorrenza odierna, non farlo attraverso quell’inesauribile orizzonte di significati che è la poesia?

Lunghe le giornate trascorse tra le mura rassicuranti delle nostre abitazioni, giorni interminabili se non si fa un buon uso del proprio tempo. Tempo per fare, indubbiamente; ma anche per leggere, ascoltare e perché no, anche per sognare e volare un attimo via, ma solo con la fantasia, perché l’imperativo è ancora #iorestoacasa.

Abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata telefonica con la poetessa Francesca Spadaro, incontrata qualche mese fa in occasione della messa in scena presso la Chiesa di S. Maria Alemanna dei Canti dell’Aria, dell’Acqua, della Terra e del Fuoco (Armando Siciliano,2018).
Vincitrice del Premio Rosario Livatino 2015 con la raccolta “Nel giardino del Sé”, Spadaro è docente di Lettere presso il Liceo Scientifico Archimede di Messina.
Autrice del saggio “Il linguaggio universale nella poesia di Nino Ferrù” (Machi-Calà, Fabio, Armando Siciliano 2018), sta attualmente lavorando alla produzione di poesie, di un romanzo e di un nuovo saggio.
Tavole frante” è la sua ultima raccolta dalla quale leggerà, a conclusione della nostra intervista, il testo di Resurrezione, un augurio di speranza e rinascita in questi tempi così incerti, così difficili.
Buon ascolto.