Il bel tenebroso” cantautore del beat-rock” è l’avvocato Stefano Spazzi di Ancona.
Famoso in America e Argentina e appassionato degli italiani nel mondo

Intervistare il cantautore melodico-beat- rock Stefano Spazzi, di Ancona (Marche), vuol dire leggere un corposo diario di ricordi, che si rinnova continuamente. Nonostante sia un “giovane” di cinquant’anni, navigato, rivela un animo semplice ed umile. Stefano Spazzi, definito dai suoi fans ” il bel tenebroso “, avvocato civilista-contrattualista di professione, è il “fanciullino” di Giovanni Pascoli, che sembra non crescere mai.

Compone già dai tempi del liceo, periodo in cui scrive la prima canzone, non certamente di valore artistico, ma prorompente dal punto di vista psicologico. Studia musica privatamente per due anni con il Maestro Roberto Spano, docente al Conservatorio di Pesaro e poi per cinque anni all’Istituto Musicale Pergolesi di Ancona, sotto la guida del Maestro Luca Pecchia. Nel 1993 fa un provino con la R.C.A. da cui sono usciti i più grandi artisti della musica italiana: Mal, Baglioni, Patty Pravo, Nada. Il manager della Casa discografica compara il suo modo di scrivere a quello di Enzo Iannacci, che pur essendo “ un grande artista”, non lo identifica affatto sia nello stile, che nel genere. Egli si ravvisa, invece in Tenco, Paoli, Endrigo. Dopo due anni, il rapporto lavorativo, mai cominciato veramente con la RCA, si estingue per non aver raggiunto gli effetti sperati. Tra gli anni ’90 ed i primi 2000 prende parte a numerose manifestazioni sia in Italia che all’estero, tra cui le edizioni 1996 e 1999 dell’Ankon Festival (in quest’ultima si esibisce nella serata di Irene Grandi) e tre edizioni – 1996, 1997 e 2000 – del Festival Internazionale di Digione in Francia (nel 2000 – premio “Fugues du Fuguer” con il suo gruppo Metamorphosys). Nel 1996 compone e incide “Stella di strada” e nel 2001 il cd “Lunatica” che vengono trasmessi in Italia da vari programmi radiofonici. Nel 2007 ha dato vita al progetto in rete, Twisted Noise, per cui ha composto ed interpretato il brano “I was dreaming”, da cui è stato tratto un video girato interamente ad Ancona. Nel 2017 il suo brano “Ancona Beat”, diffuso in rete, è stato trasmesso anche da Radio ICN New York, Radio Hofstra New York, Radio Voce Rosario (ARGENTINA) che nel tempo hanno trasmesso con continuità altre sue canzoni. “ Marta” è il nome della donna protagonista della Canzone per l’estate 2019 di Gene Guglielmi, padre del cantautorato beat e degli “Avvoltoi”. Scritta per lui da Stefano e contenuta nel Cd “La vita è un sogno”. Diviene brano-vertice della programmazione radiofonica del cd e Hit dell’estate 2019. Ottenuto un grande successo realizza un video, ristampato in una compilation per il mercato francese. La canzone viene trasmessa con successo in radio in USA e Argentina. Significativo è l’incontro con la bravissima giornalista con laurea in informatica a Pisa, Silvia Tamburriello di Ancona, che le farà conoscere una celebrità Italo-americana: Josephine Buscaglia Maietta. L’alleanza artistica fa sì che i brani di Stefano vengano trasmessi ogni settimana da Radio Hofstra di New York. Reiteratamente si ascolta l’orecchiabile canzone “Josephine” , dedicata alla sua omonima speaker, regina della trasmissione. “Sabato Italiano”.

La trasmissione condotta dalla impareggiabile leader Castelvetranese fa encomiare dal pubblico americano le doti canore del cantautore. Nel 2020, con la collaborazione di Ivano Magi Galluzzi per il testo, ha proposto la canzone “Senigallia” dedicata a tutti gli amori estivi, con scenario fantasmagorico di Senigallia e della spiaggia dei sogni di Velluto. Interessante particolare è che l’arrangiamento del brano è di Pino Gulizia, chitarrista di Fausto Leali, Luciano Rossi e Rosanna Fratello. La stessa canzone “Senigallia che…”, poi ripresa da Nando Mariani cantante di culto della Riviera Adriatica degli anni ’60. Esiste anche una versione inglese dal titolo “Senigallia days”. Spazzi è promotore dell’Ancona Beat Festival, che ha ospitato nomi di spicco della musica come il mitico Ricky Gianco, con cui il cantante si è esibito, Bobby Posner dei Rokes e Via Verdi. E’ stato ospite della trasmissione TV Web “Lecco Beat”, programma del movimento beat italiano. Per due anni ha eseguito i migliori brani di quel periodo con i Wanted, gruppo storico del beat. Con Gene Guglielmi ha suonato al Music Day di Roma, alla 27° edizione del Beatles Day di Brescia e al Festival Beat di Milano. Occasione d’oro al Summer Festival 2016 al Teatro Ariston di Sanremo e poi all’Ancona Beat Festival 2017, 2018 e 2019 ed al concerto “Viaggio negli anni ’60, il Beat a Bergamo” del novembre 2018. Tra le sue pubblicazioni : “Ancona beat – i gruppi, i protagonisti, i locali, nel periodo 1964-1969” (Italic Pequod); “Quando c’era Villa Sorriso” (Edizioni Raffaello); “Beat in Rosa – Musica Beat ed emancipazione femminile” (Italic Pequod); “Diamond from my side – i Via Verdi” (Crac Edizioni) ed In uscita a settembre 2020 il libro “Arcipelago Mod. Il Mod Revival in Itala 1979-1985” (Crac Edizioni). Più volte in Radio sostenuto dalla ICN del popolare Tony Pasquale, Producer Music Radio NY. Si ritiene fortunato l’Avvocato, considerato che abbia toccato l’apice del successo nazionale più volte. Rimpiange, tuttavia, di aver fallito l’esperienza discografica, forse perché, ancora giovanissimo, non si è saputo imporre nel genere verso cui si sentiva tagliato. Stefano riconosce la gioia e la pacatezza che gli dà la musica, che non è statica, ma sempre in evoluzione. Quando suona e canta i suoi brani, ricchi di verve, ecco che le canzoni, attraverso il tono caldo della sua voce, diventano intramontabili. Uomo del suo tempo, intelligente e perspicace, dallo sguardo misterioso, ma perbene, ha dato esempio di grinta. Si può affermare che le canzoni, da lui scritte e cantate, non risultano malinconiche, ma ritmiche e piacevolmente rockettare. Ironicamente definisce la sua vita professionale, “doppia vita”, frutto di faticosi ed intensi sacrifici nel tempo.

La realizzazione in campo forense è conseguenza di anni seri di studio nella facoltà di giurisprudenza. È persino la parallela di quell’analogia di sforzi e rinunzie in diversi campi. Certamente tutti e due questi amori sembrano percorrere un unicum comune: il traguardo verso il successo. Il vero Spazzi si rivela a conclusione dell’intervista, quando gli viene chiesto cosa vorrebbe dire alla sua famiglia d’origine. Commosso, compiange il suo amato papà, già volato in cielo. Lo ringrazia per essere stato il primo a credere in lui e per la libertà concessagli. Con il tono strozzato recrimina di non aver potuto mostrargli i suoi successi. Ricorda che era cruccio del pater- familias il timore che non potesse conciliare i due mondi: avvocatura e musica. Sancisce un grazie a tutti coloro che lo hanno appoggiato nella carriera canora, soprattutto agli italo-americani all’estero, che attraverso le loro emittenti gli hanno dato forza. A Spazzi, validissimo e versatile cantautore di tante interessanti canzoni, vogliamo augurare che la sua musica tanto gettonata in America ed Argentina, diventi “a fortiori” mondiale. Sta già preparando un grosso progetto legato alla sua Ancona ed all’America, dalla quale non sa staccarsi. Che sia l’emblema di una storia musicale del beat moderno e rinnovato, prima in classifica nelle radio italiane ed all’estero. Si è certi che Stefano Spazzi sarà “star in the world”, perchè la fedele perseveranza raggiunga irrevocabilmente il cuore dei connazionali e dei numerosi ammiratori sparsi nel mondo.