Prosegue la kermesse culturale Naxoslegge, giunta alla terza edizione, la prima ad essere interamente autoprodotta, conservando il patrocinio del Comune di Giardini.

Dopo “Verità infoibate” e l’incontro con uno degli autori, F. Biloslavo, ieri è stata la volta di Spartaco Pupo, con la sua ultima fatica “Lo scetticismo politico”, edita da Mimesis. Presenti, in collegamento streaming con l’autore, la direttrice artistica del festival Fulvia Toscano, il dottore Andrea Giuseppe Serra in veste di presentatore dell’evento, gli accademici Stefania Mazzone e Danilo Breschi, docenti rispettivamente presso gli atenei di Catania e Roma.

 

 

Al centro del dibattito gli interrogativi che il volume pone al lettore critico. Apre l’incontro la disamina della Prof. Mazzone, con le riflessioni rispetto a una possibile fondazione dello scetticismo come dottrina politica positiva, obiettivo del testo.
Se lo scettico è colui il quale crede non esista una realtà in sé, la sua azione si baserà su credenze e convenzioni. Il rischio allora non è quello di cadere, in assenza di un telos o di un a priori, in una forma di relativismo?

Lo scetticismo politico, per Pupo, va inquadrato nell’ottica di un’inclinazione, di un atteggiamento mentale che permette di riconoscere che la legge è convenzione, ma allo stesso tempo permette allo scettico di vivere -pur non sottraendosi socraticamente alle regole umane stabilite – sospendendo il giudizio, ponendosi nella tensione di chi ricerca perennemente la verità (che c’è!).

Un raffinato itinerario alla scoperta delle doti politiche dello scettico, per antonomasia vir prudens, il politico di ciceroniana memoria, che placa gli entusiasmi e i fanatismi per trovare la moderazione. Una tradizione filosofica che guarda allo Stato come “male necessario”, pur d’altro canto non imboccando la strada della rivoluzione, in questo senso “dogmatismo imposto con la violenza alla società”, ma quella cauta del riformismo.

Un’interessante lettura nel quadro dell’orizzonte politico odierno, scisso e solcato da tensioni irriducibili, che fa i conti da anni con derive sovraniste e populiste